carrello0

eBook - Investire in... Brasile

Analisi del rischio paese - Normativa fiscale - IVA e imposte dirette - Costituzione di società - Disciplina del lavoro - Contratti di distribuzione

Autori Conserva Martino, Vartui Kurkdjian
— IPSOA — Anno 2012

E’ sempre più forte la presenza delle imprese italiane in Brasile. Gli ultimi dati parlano di 705 imprese, tra filiali e stabilimenti produttivi, con 130 mila dipendenti brasiliani, numero in continua crescita che ha subito un’accelerazione significativa a partire dal 2011 e che non mostra segni di rallentamento. Si tratta di tantissime piccole e medie imprese, ma anche di numerosi grandi gruppi. E che il Paese verdeoro sia una meta privilegiata dei nostri investimenti esteri lo dimostra la recente Missione Governo, Regioni, Sistema Camerale in Brasile dello scorso maggio.

I motivi di questa “attrazione” verso il grande Paese sudamericano sono molteplici: gli investimenti attuati nell’ultimo quinquennio hanno creato oltre un milione di posti di lavoro, portando l’occupazione ai massimi storici; la domanda interna è in forte crescita, grazie ad una classe media, la cosiddetta “classe C”, che continua a crescere, superando il 54% della popolazione (più di 100 milioni di individui); il governo federale brasiliano ha poi lanciato la fase 2 del Programma di Accelerazione della Crescita (PAC 2) che prevede investimenti complessivi per circa 410 miliardi di euro entro il 2014, soprattutto in infrastrutture; 25 milioni di cittadini brasiliani sono di origine italiana. E poi sullo sfondo ci sono i mondiali di calcio del 2014 e la prossima edizione dei giochi olimpici a Rio nel 2016.

Tuttavia, dietro all’immagine di un Paese che ha conquistato il mondo arrivando al 6° posto tra le economie mondiali, riuscendo anche ad attenuare le grandi disuguaglianze storicamente presenti, ci sono ancora alcuni problemi rimasti irrisolti. Il Financial Times ne individua alcuni, tra cui la mancanza di competitività internazionale di molte industrie brasiliane, ma anche la mancanza di professionalità, dazi elevati, tre diversi livelli di tassazione, regole giuridiche e fiscali che cambiano in base allo Stato e al prodotto, una pubblica amministrazione con molte inefficienze.

Naturalmente il rallentamento economico che sta colpendo l’Occidente non manca di manifestare i suoi effetti anche sul Brasile, tanto che, dopo Cina e India, anche il governo brasiliano ha deciso di ridurre le stime di crescita del PIL dal 5,5% al 4,5% nel 2013, mentre per il 2012 l’economia brasiliana dovrebbe crescere meno del 2%.

La presente guida si propone di analizzare uno dei più interessanti Paesi emergenti, guidando l’investitore italiano in un mercato che, pur rimanendo complesso, sta attuando alcune semplificazioni, introducendo incentivi finanziari e fiscali, per aumentare ulteriormente la propria competitività.


STRUTTURA

1) Rischio paese
2) Normativa import/export
3) Normativa commerciale
4) Contratti di distribuzione
5) Normativa degli investimenti esteri
6) Normativa societaria
7) Sistema fiscale
8) Normativa del lavoro
9) Tutela della proprietà intellettuale
10) Sistema valutario e finanziario
11) Indirizzi utili

 
ACQUISTA INSIEME
LA REDAZIONE CONSIGLIA
Attendere prego