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La protezione degli adulti nel diritto internazionale privato

Autori Franzina Pietro
— CEDAM — Anno 2012

Con l’innalzamento dell’età media della popolazione cresce il numero delle persone che soffrono di forme più o meno severe di decadimento cognitivo e sperimentano in relazione a ciò una perdita di autonomia. Di fronte a situazioni di vulnerabilità di questo genere (e a quelle, egualmente caratterizzate da una limitata autonomia della persona, connesse a patologie di altra natura, a traumi cerebrali etc.), gli ordinamenti giuridici statali predispongono delle misure di protezione variamente configurate, implicanti il più delle volte la designazione di un soggetto – amministratore di sostegno, tutore etc. – incaricato di assistere l’interessato nel compimento di determinati atti o di sostituirsi senz’altro ad esso nell’attività negoziale. L’accresciuta mobilità delle individui attraverso le frontiere aumenta la probabilità che situazioni come quelle appena descritte si presentino caratterizzate da elementi di internazionalità. Il libro affronta le questioni che sorgono in questo scenario – l’individuazione del giudice competente e della legge applicabile, il riconoscimento delle decisioni straniere, la cooperazione fra autorità amministrative di Stati diversi – illustrando le risposte ad esse fornite dalle regole di diritto internazionale privato e processuale attualmente applicabili in Italia. L’indagine mira a stabilire se tali regole siano coerenti in ogni loro aspetto con i valori sottesi alle norme sui diritti fondamentali delle persone con disabilità – riferimento oggi ineludibile per valutare le strategie adottate dagli Stati in rapporto a vulnerabilità di questo tipo – e se siano in grado di assicurare la piena realizzazione di quei diritti anche nelle situazioni a carattere transnazionale. In questa prospettiva, la disciplina esaminata viene posta a raffronto con le soluzioni accolte nella Convenzione dell’Aja del 13 gennaio 2000 sulla protezione internazionale degli adulti, che l’Italia, pur avendo firmato oltre quattro anni or sono, non ha sin qui provveduto a ratificare

 
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