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L'esame incrociato tra legge e prassi

Autori Maffeo Vania
— CEDAM — Anno 2012

L’esame incrociato, che il legislatore del 1988 aveva pensato come il tratto di più importante innovazione rispetto al modello previgente, ha subito negli anni un forte svilimento, tanto da essere spesso praticato senza la necessaria consapevolezza del suo significato strategico. Le cause sono varie, ma oggi, anche grazie alle iniziative degli operatori del processo, ha riconquistato attenzione e rilievo.
Questo studio, rilevate le difficoltà e analizzate la struttura e la funzione dell’istituto, ha cercato di dare risposta all’esigenza che è percepita come prevalente, ossia quella di supplire alle insufficienze dei rimedi tradizionali – nullità e/o inutilizzabilità del risultato di prova – per le deviazioni dal modello legislativo.
Si è quindi misurato con una diversa lettura della categoria dell’irregolarità processuale, approfondendo la questione se sia possibile cogliervi profili di offesa agli interessi processuali, che possano trovare risposta con scelte di rinnovazione rimesse alle valutazioni discrezionali di giudice e parti.

 
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