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Il terzo contratto: da ipotesi di studio a formula problematica. Profili ermeneutici e prospettive assiologiche

Autori Franco Rosario
— CEDAM — Anno 2010

L’evolversi dei tempi, l’affinarsi delle tecniche di contrattazione degli affari, i recenti sviluppi legislativi, le istanze moralizzatrici da più parti richiamate hanno portato alla ribalta la fenomenologia della contrattazione terza che si colloca (oltre ad evocare) – non senza un vivace dibattito – tra i complementari modelli contrattuali definiti con il ricorso alla numerazione ordinale. Il riferimento è al primo contratto – di derivazione liberale, che si svolge tra contraenti che si presume ex lege a parità di condizioni, nel cui ambito si esprime, con il massimo grado, l’autonomia privata – ed al secondo contratto – che si struttura nelle trame del rapporto tra professionista e consumatore, di evidente matrice europea, nel quale si registra l’asimmetria di potere tra i paciscienti, con consequenziali ricadute sul piano dei controlli al fine di apprestare la adeguata tutela al contraente debole. Ora si sviluppa tra gli interpreti la necessità – per un verso nuova alla luce dei rapporti relazionali tra imprenditori diseguali, nel tentativo di riequilibrare le rispettive posizioni nella costante tensione tra libertà contrattuale e tutela effettiva dall’abuso di dipendenza economica e, per l’altro, evocante rinnovate istanze di giustizia e proporzionalità dei contratti, con l’inevitabile coinvolgimento dei relativi profili assiologici – di analizzare, superando la rigidità dogmatica e l’astrattezza concettuale delle categorie consegnate dalla tradizione della modernità, nuovi profili di indagine “oltrepassando la fattispecie” per schiudere alle delicate vicende della contrattazione, nella consapevolezza delle reciproche compenetrazioni tra mercato, concorrenza e contratto che non potranno più studiarsi come fenomeni inconciliabili e frazionati, nel tentativo di cogliere il plus-valore politico della negozialità.
Lo studio si occupa di indagare le descritte fenomenologie, analizzare i profili ricostruttivi, verificare le concrete possibilità di ricondurle a nuovi modelli che si pongano, da un lato, quale riferimento di disciplina unitaria della figura e, dall’altro, espressione di esigenze che si potranno condividere in estensione all’intera area contrattuale.

 
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