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Il problema della compensatio lucri cum damno

Autori Bellisario Elena
— CEDAM — Anno 2018
Il volume affronta il tema della 'fair value accounting' per la rappresentazione delle poste di bilancio.
La formula compensatio lucri cum damno indica un criterio non espressamente codificato, frutto dell’elaborazione dottrinale e giurisprudenziale, che impone di tener conto, nella stima del danno contrattuale o aquiliano, degli eventuali vantaggi derivati dall’illecito mediante una riduzione proporzionale del risarcimento. Questo, infatti, deve ristorare integralmente il danno subito: nulla di meno, nulla di più, perché ha una funzione riequilibratrice e non è preordinato a un arricchimento del danneggiato. Ma quali siano i vantaggi di cui tener conto, quali i criteri per individuarli, è storicamente oggetto di contrasti e resta tuttora un enigma. Con la diffusione dello Stato sociale e delle assicurazioni private, il problema ha acquistato dimensioni e ricadute sconosciute in passato, e l’incertezza è oggi tale che su di esso sono stati contemporaneamente chiamati a pronunciarsi la Corte Suprema di Cassazione a Sezioni unite e il Consiglio di Stato in Adunanza plenaria. La questione giuridica che si pone si incentra principalmente sulla “zona grigia” della determinazione del danno, ma lascia emergere, più a monte, l’esigenza di un miglior coordinamento e una più efficace interazione tra sistemi di sicurezza sociale e di responsabilità civile. In questa prospettiva, attraverso una ricostruzione critica della dottrina della compensatio lucri cum damno e delle sue applicazioni, l’indagine intende offrire un contributo all’individuazione dei principi e delle regole per stabilire una linea di confine fra ciò che costituisce danno risarcibile e ciò che, invece, non può essere risarcito.
 
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