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Il giudizio di rinvio dopo l'annullamento in cassazione

Autori Savio Eleonora
— CEDAM — Anno 2014

Collocato ai margini della vicenda processuale e per questo spesso trascurato, il giudizio di rinvio disvela un fascino innegabile nella misura in cui incessantemente pone all’interprete nodi ermeneutici di ardua soluzione.
Nella consapevolezza delle rilevanti ricadute pratiche che ne scaturiscono, il presente lavoro offre una panoramica delle più rilevanti questioni sorte a livello dottrinale e giurisprudenziale in materia di poteri cognitivi e decisori del giudice del rinvio – sia in relazione alla portata dell’annullamento ed alla conseguente possibilità di rilevare eventuali cause di non punibilità, sia in rapporto all’efficacia vincolante del principio di diritto enunciato dalla Cassazione – prospettando soluzioni idonee a contemperare le esigenze di giustizia sostanziale con la necessità di garantire la stabilità delle decisioni.
Sotto quest’angolo visuale il giudizio di rinvio viene presentato come un istituto estremamente flessibile e malleabile a seconda delle esigenze del caso di specie: una figura declinabile sotto molteplici formule ma sempre fedele alla sua essenza di fase ulteriore ed eventuale del processo, inscindibilmente legata ed inevitabilmente condizionata dalla sentenza di annullamento.

 
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