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Guerre della finanza

Autori Palmieri Nicola Walter
— CEDAM — Anno 2013

Con l’allagamento di denaro “inesistente”, la repressione finanziaria e l’inflazione che necessariamente seguirà, il denaro perderà sempre più valore, i risparmi saranno falcidiati (o anche cancellati), gli immobili “espropriati” con tassazione punitiva, i beni di consumo continueranno a rincarare, i posti di lavoro diminuiranno, gli stipendi rimarranno stazionari (o si assottiglieranno), l’età pensionabile continuerà a essere estesa, il potere di acquisto delle pensioni diminuirà (se le pensioni non verranno ridotte, o tagliate del tutto), l’oro e gli altri metalli preziosi acquistati dalla gente come beni-rifugio verranno requisiti dallo Stato. Sarà guerra. Svalutazioni e rivalutazioni competitive, ripetitiva e artificiale deflazione dei prezzi di beni duraturi, altrettanto artificiale inflazione dei prezzi di beni di consumo, sconvolgimento dei mercati saranno lo shock and awe. Le interferenze di banche centrali, forze politiche, megabanche renderanno inefficaci gli apprestamenti difensivi. Non ci sarà risparmio. Nel mondo aumenterà la povertà. È un processo, già in corso, silenzioso e strisciante, ma inarrestabile. Il quadro, che si presenta senza via d’uscita, potrebbe cambiare con un radicale sovvertimento del sistema monetario. Non ci sono segnali che ciò avverrà nel prossimo futuro.

 
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