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"Diniego Di Detrazione Per Consapevolezza"Nel Contrasto Alle Frodi Iva

Alla Luce Dei Principi Di Certezza Del Diritto e Proporzionalita'

Autori Moschetti Giovanni
— CEDAM — Anno 2013

Dal 2006 il “diniego di detrazione per consapevolezza” di omesso versamento Iva altrui è misura antifrode creata dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea e senz’altro recepita dalla Cassazione civile e dalla giurisprudenza di merito.
Trattasi di misura che presenta profili critici sul piano sistematico in quanto non prevista nelle Direttive comunitarie, non coerente con il principio di neutralità dell’Iva e disattesa dalle scelte del legislatore nazionale; misura altresì che ha creato effetti sorpresa laddove applicata ad anni precedenti al 2006 e fonte di incertezze interpretative, accentuate in Italia in un processo ove tuttora non è ammessa la prova testimoniale.
Lo studio si propone di investigare le origini di tale misura e di confrontare, in una ricerca comparata, le soluzioni elaborate dai legislatori di Regno Unito, Germania. e Francia.
Il tema presenta profili interessanti di divisione dei poteri all’interno dello Stato, tra il giudiziario ed il legislativo, ma anche tra fonti comunitarie e fonti nazionali (c.d. “controlimiti”).
L’autore compara la misura antifrode creata dalla giurisprudenza con quella di cui all’art. 60-bis, decreto Iva, introdotta dal nostro legislatore nel dicembre 2004, misura che, rispetto al “diniego di detrazione per consapevolezza”, è conforme ai principi comunitari di certezza del diritto e proporzionalità.

 
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