Mito, fantasia e realtà del giudice imparziale
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Mito, fantasia e realtà del giudice imparziale

Autori: Comoglio Luigi Paolo mostra di più mostra meno

Data di pubblicazione: 2021

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Richiamando (ove occorra, nel Cap. I e nel Cap. V) le sue antiche esperienze di Magistrato, risalenti agli anni 1967-1988, l’A. tratta approfonditamente nella realtà operativa del processo – al di là di ampie concessioni al mito ed alla fantasia, giustificate da precise ragioni espositive – l’arduo tema dell’imparzialità, valore primario senza il cui apporto qualsiasi giudice non potrebbe mai dirsi (o tantomeno sentirsi) tale.
L’imparzialità è così essenziale, da condizionare indelebilmente la funzione giurisdizionale, compenetrandosi in ogni altro profilo garantistico del «giusto processo» (ex art. 111, commi 1-2. Cost.). Perciò l’indagine sottopone, in quanto possibile, ad una razionale verifica – alla luce dei principi costituzionali e con il supporto irrinunciabile delle esperienze di diritto comparato – l’attendibile consistenza di tutto ciò che, tradizionalmente, confluisce nell’etica intima e nel “foro interiore” del giudice, ossia nella sua profonda e sincera coscienza, quale fonte potenziale di persuasive certezze, ma pure quale origine di drammi e di dubbi angosciosi, che sovente ne turbano il corretto equilibrio decisorio.
Posto che l’imparzialità come tale non é nemmeno concepibile, se non in una correlazione strumentale con l’indipendenza, esterna od interna, del potere giudiziario e con la strutturale terzietà del giudice medesimo (Cap. II e III), la trattazione, riferita perlopiù al processo civile, si sviluppa e si estende dalla fase decisoria in senso lato alla fase istruttoria in senso stretto, nella quale l’esercizio dei (maggiori o minori) poteri di accertamento e di investigazione d’ufficio, affidati di volta in volta dalla legge alla discrezionalità del magistrato nella direzione processuale, coinvolge i più delicati, rischiosi e problematici aspetti della sua equidistanza dalle parti in lite (Cap. IV).

L’imparzialità, d’altronde, non può non soggiacere, nelle sue multiformi espressioni, all’interno e al di fuori del processo, a limitate forme di controllo e di responsabilità, la cui efficacia, se fosse ancor più penetrante ed incisiva di quanto non lo sia oggi (e non lo sia stata finora), contribuirebbe di certo a rafforzare – nel continuo scontro polemico tra politica, amministrazione pubblica ed apparati di giustizia – la dignità istituzionale del potere giudiziario, nonché il gradimento (purtroppo, sempre meno avvertito) della pubblica opinione (Cap. VI).

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Data di pubblicazione

2021

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Carta

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372 pagine

ISBN

9788813376499

Codice

00250242

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Cedam

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Libri

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