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I nuovi accertamenti esecutivi

IL FISCO — Anno 2011

Il DL 78/2010 ha riformato il sistema di riscossione delle somme richieste mediante avviso di accertamento, in merito alle imposte sui redditi, all'IVA e all'IRAP.

La Guida de "il fisco" intende fornire un quadro completo del nuovo modello esattivo, mettendone in risalto le criticità e offrendo utili spunti al contribuente ai fini della difesa.

La caratteristica principale del nuovo sistema consiste nel fatto che gli importi andranno versati mediante Modello F24 entro il termine per il ricorso, quindi, nella maggior parte delle ipotesi, entro sessanta giorni dalla notifica dell'accertamento. Sotto la vigenza del ruolo e della cartella di pagamento, invece, a meno che non avesse optato per l'acquiescenza, il contribuente non avrebbe potuto versare immediatamente le somme contestate, posto che occorreva necessariamente la formazione del ruolo con successiva notifica della cartella di pagamento. Ciò, tra l'altro, comportava un aggravio di costi nei confronti del contribuente, posto che spettavano di diritto gli aggi a favore dell'Agente della riscossione. Negli articoli pubblicati, si darà particolare risalto alle differenze tra i due sistemi, evidenziando le conseguenze dell'inadempienza del contribuente.

In merito alle misure cautelari, ora l'ipoteca e il fermo potranno essere disposti decorsi novanta giorni dalla notifica dell'atto, quindi molto più velocemente rispetto a prima, ove occorreva attendere il decorso di sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Per questo motivo, saranno trattati, nello specifico, anche i rimedi posti a tutela del contribuente, che, per evitare eventuali cautele disposte da Equitalia, si vedrà costretto a notificare il ricorso celermente, e, soprattutto, a chiedere la sospensiva contestualmente all'impugnazione dell'accertamento, e non successivamente in via separata.

La tutela cautelare assume quindi un ruolo fondamentale, in ragione del fatto che si passa da un sistema ove molte Commissioni tributarie ritenevano necessario, a tal fine, attendere il ruolo, ad un modello in cui sarà imprescindibile chiederla nel ricorso, anche in via d'urgenza.

Per espressa scelta legislativa, il pignoramento non può essere disposto, con l'eccezione del fondato pericolo per la riscossione, prima del decorso di centottanta giorni dalla data di affidamento del credito ad Equitalia, quindi, di regola, decorsi almeno duecentosettanta giorni dalla notifica dell'atto. Anche in tal caso gli accertamenti esecutivi si differenziano di molto dal modello pregresso, ove il pignoramento presupponeva il decorso di sessanta giorni dalla notifica della cartella, ed era inoltre soggetto ad un termine prescrizionale, a fronte del neointrodotto termine di decadenza.

L'obbligo di versamento viene legato al termine per il ricorso, non allo spirare di sessanta giorni, come contemplato per le cartelle di pagamento. Da ciò deriva che il suddetto termine non può che essere "mobile", in quanto influenzato da vari fattori, idonei a comportarne una sospensione: si pensi alla sospensione feriale dei termini e alla domanda di adesione, che, sospendendo il termine per il ricorso, di fatto differiscono il termine per il pagamento, e, "a cascata", l'affidamento delle somme ad Equitalia, l'adozione di cautele e l'avvio della successiva espropriazione.

Non manca una parte ove viene analizzata la visione dell'Agenzia delle Entrate, che, con la recente nota del 30 settembre 2011 n. 141776, ha dettato le prime istruzioni operative su nuovi accertamenti esecutivi.

 
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