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Mercato regole democrazia - L' UEM tra euro-scetticismo e identità nazionali

Autori Capriglione Francesco
— UTET GIURIDICA — Anno 2012

Le difficoltà causate dalla crisi finanziaria hanno determinato nei tempi recenti un significativo cambiamento del quadro disciplinare europeo, cui fa riscontro l’esigenza di approfondire le scelte tecniche effettuate nell’Unione per contrastare la fase recessiva in atto. Conciliare la difesa dei debiti sovrani con l’applicazione di misure improntate a rigore identifica il complesso compito demandato agli organismi di vertice dell’UE, che al presente vive in un clima di incertezze, in una realtà in bilico tra «rischi ed opportunità».

Le decisioni assunte dal Consiglio europeo a fine giugno 2012 hanno segnato una svolta nel processo d’integrazione economica. È divenuta possibile una più compiuta valutazione sia degli interventi attivabili dal ‘fondo salva Stati’ a favore dei paesi in difficoltà, sia delle operazioni disposte dalla Banca centrale europea per riequilibrare i mercati. La presentazione di un progetto di unione bancaria, correlata a forme di ‘supervisione unica’ demandata alla BCE, riconosce la centralità della tecnica nella definizione delle misure necessarie ad affrontare con successo le avversità dell’oggi. È la risposta comune alla carenza della ‘politica’ (peculiare di alcuni membri dell’Unione), al deficit di democrazia tipico dell’apparato istituzionale europeo, alla consapevolezza di essere giunti ad un bivio tra continuità e disgregazione del programma avviato col trattato di Maastricht.

Si delinea un contesto nel quale la neutralità tecnica sembra destinata ad avere la prevalenza sulla politica.

Il volume pertanto contiene una analisi giuridico-economica che si propone di chiarire il particolare ruolo svolto dal mercato nelle vicende di crisi finanziaria, gli effetti di una progressiva perdita di sovranità da parte dei paesi che hanno aderito all’UEM, la nuova posizione istituzionale ascrivibile alla BCE, la problematica dello spread e l’uso del meccanismo europeo di stabilizzazione. Di fondo, vengono in considerazione il processo decisionale vigente nell’UE e le ragioni storico culturali a base dei ‘modi d’essere’ che contraddistinguono gli Stati maggiormente coinvolti dalla crisi.

Mercato, regole e democrazia diventano, quindi, gli aggregati di un paradigma al quale, ancora una volta, l’interprete deve dedicare la sua opera.

Piano dell’opera

  • Il ruolo del mercato nella ricerca di nuovi equilibri economico-politici
  • La realizzazione dell’UEM e la limitazione di sovranità
  • L’unione bancaria ed il nuovo ruolo della BCE
  • L’intervento antispread della BCE ed il Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM)
  • Il processo decisionale nell’UE
  • Realtà geopolitica dell’eurozona
 
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