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Crisi finanziaria e dei debiti sovrani

L'Unione Europea tra rischi ed opportunità

Autori Capriglione Francesco, Semeraro Gabriele
— UTET GIURIDICA — Anno 2012

L’Opera si sofferma ad analizzare una serie di interventi tecnici, finalizzati al superamento della crisi finanziaria e dei debiti sovrani, valutandone potenzialità e limiti, la quale ripropone con urgenza il tema della identificazione di idonei interventi orientati al rafforzamento della governante economica comune e della sorveglianza sulle politiche di bilancio. A partire dal maggio 2010 , la Banca centrale europea ha adottato variegate misure (dal primo “Security Market Programme’”sino al più recente piano di “Long Term Refinancing Operations”) per far fronte agli eventi eccezionali determinatesi nei mercati finanziari; anche la regolazione è stata modificata predisponendo una vasta gamma di interventi legislativi. Esaminare la effettiva capacità dei nuovi atti legali comunitari di riuscire a correggere e prevenite gli squilibri macroeconomici è ineludibile compito della ricerca nell’intento di superare le difficoltà del presente momento storico. In tale contesto specifico rilievo presenta la crisi greca che evidenzia variegati punti di fragilità nella costruzione comunitaria, destinati ad alimentare i dubbi di un euroscetticismo sempre latente. Particolare attenzione, inoltre, deve essere rivolta al delicato ruolo delle “agenzie di rating”, anche in relazione alla possibilità di sottoporle ad adeguate forme di supervisione da parte delle competenti autorità pubbliche; infatti, la regolamentazione attuale non si è rivelata soddisfacente, laddove riforme più in linea con quelle recentemente adottate negli USA potrebbero produrre risultati positivi. La necessità di politiche di bilancio rigorose e sostenibili resta centrale, così come l’esigenza di appropriati meccanismi di sorveglianza macroeconomica e di prevenzione del “moral hazard”. Il Six Pack e il Trattato sul Fiscal Compact possono essere visti alla stregua di importanti passi nella giusta direzione, ma non certo come soluzioni definitive. Gli interventi straordinari, circoscritti dalla loro dimensione di soluzioni di breve termine, rivelano limitata capacità nel ripristinare corretti meccanismi di trasmissione della politica monetaria, appare indispensabile la realizzazione di altre riforme d’intervento ad ampio raggio, prese in considerazione nel presente lavoro. Di fondo, si evidenzia la necessità di procedere in ambito europeo ad un’innovazione culturale, basata su una logica solidaristica applicabile nel riferimento al rigore comportamentale ed al merito; è questo il presupposto per più avanzate forme di integrazione non ipotizzabili in passato. Dovrà essere di guida la consapevolezza che, in caso di insuccesso, diviene verosimile la dissoluzione dell’Unione o, quanto meno, l’impossibilità per quest’ultima di continuare ad esistere nel suo assetto attuale.

Piano dell’opera

  • I limiti di Maastricht e le problematiche dell’Unione monetaria
  • Gli eventi di crisi
  • Incidenza della crisi sull’Eurosistema
  • Il caso Grecia
  • Il “mostro” della speculazione
  • La problematica del rating
  • Il ruolo delle statistiche nella gestione delle politiche economiche
  • La nuova architettura dell’ordinamento finanziario europeo
  • Gli interventi della BCE
  • Il Security Market Programme e le operazioni LTROs
  • Forme particolari di stabilizzazione dei mercati
  • La prospettiva del Fiscal Compact
  • Le opportunità derivanti dalla crisi
  • Innovazione culturale e progresso economico
 
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