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Responsabilità amministrativa di società ed enti

Il modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001

A cura di Di Diego Sebastiano
Autori Di Diego Sebastiano, Cruciani Massimo, Zito Ugo, Gentili Giorgio
— IPSOA — Anno 2007

Il libro, con taglio pratico e con l’ausilio di schemi e tabelle, affronta il tema della responsabilità amministrativa di cui al D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, focalizzando l’attenzione sugli enti non profit.
L’argomento è quanto mai attuale perché la concreta applicazione del decreto legislativo da parte della magistratura si è avuta soprattutto negli ultimi mesi. Ultimamente il tema è al centro dell’interesse del legislatore infatti la comunitaria 2006 e il disegno di legge della comunitaria 2007 prevedono l'attuazione di decisioni quadro, direttamente rilevanti in materia di responsabilità dell'ente.
Per gli enti non profit la materia riveste grande importanza, in quanto l’applicazione di una delle sanzioni interdittive (es. divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione; esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi ecc.), previste nell’ipotesi di accertamento della responsabilità, potrebbe addirittura pregiudicare la loro sopravvivenza, considerata l’intensa attività che essi svolgono in collaborazione o grazie al settore pubblico.
Il decreto legislativo ha, tuttavia, previsto due misure da adottare ai fini dell’esonero dalla responsabilità amministrativa:
- l’adozione di un Modello di organizzazione e gestione
- l’istituzione di un Organo di vigilanza.
Il modello organizzativo può essere definito come un insieme di regole interne di cui l’ente può dotarsi, in funzione delle specifiche attività svolte e dei relativi rischi, al fine di prevenire la commissione dell’illecito penale. Data la notevole importanza del modello nel libro è stato inserito un fac-simile con allegato un esempio di codice etico.
Quanto all’Organo di vigilanza, ad esso è affidato il compito di controllare il funzionamento e l’osservanza delle prescrizioni contenute nel Modello da parte degli Organi Sociali, del personale (dirigente, dipendente e distaccato), dei collaboratori e di qualsiasi altro soggetto che possa agire in nome e per conto dell’ente.
E’ opportuno che l’Organismo formuli un regolamento delle proprie attività (determinazione delle cadenze temporali dei controlli, individuazione dei criteri e delle procedure di analisi, ecc.). Nel testo si può trovare un fac-simile di regolamento, che potrà essere ampliato, adattato e modificato in base alle singole esigenze.

 
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