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Crisi di impresa e risanamento

Autori Bianchi Antonio
— IPSOA — Anno 2010

Il volume ha per oggetto la disamina della crisi d’impresa, dall’origine della crisi agli strumenti di “allerta” e alle alternative praticabili al fine di ottenere il turnaround e la creazione di valore propria del risanamento, senza tralasciare le responsabilità degli organi di gestione e controllo.
L’opera, inoltre, analizza, gli strumenti di risanamento predisposti dal legislatore della riforma fallimentare: concordato preventivo, accordi di ristrutturazione, piano di risanamento attestato, alla luce dei recenti e principali orientamenti giurisprudenziali e con particolare attenzione agli aspetti operativi.
Ampio spazio viene dedicato alla transazione fiscale, soprattutto in riferimento al concordato preventivo con suddivisione dei creditori in classi.
Tra la documentazione pubblicata nell’opera, si segnalano le “Linee guida per il finanziamento alle imprese in crisi” diffuse a gennaio 2010 da Assonime.

STRUTTURA

Capitolo 1
1. La crisi di impresa. Le procedure di insolvenza tra legislazione e negoziazione
Le origini della crisi
2. Il turnaround e il ritorno alla creazione di valore
3. Le cause della crisi
4. Le manifestazioni della crisi e i modelli su supporto al risanamento
5. Gli strumenti di allerta e di prevenzione. Progetti di riforma del diritto fallimentare
6. Le alternative praticabili: cessione e conferimento di azienda (o di un suo ramo), liquida-zione e scioglimento
7. Segue. Il risanamento di azienda: il ruolo dell’imprenditore e degli organi decisionali. Il ruolo dell’advisor , delle banche e dei consulenti

Capitolo 2
1. Il concordato preventivo. Le modifiche apportate dal c.d. Decreto competitività (d.l. 14 marzo 2005, n. 35). La ratio della riforma
2. Disamina comparata con gli ordinamenti giuridici stranieri. Il Chapter seven ed il Chapter eleven
3. Il concordato preventivo: presupposti ed ammissibilità della domanda.
4. Il piano di risanamento: il soddisfacimento dei creditori e la ristrutturazione dei debiti. Contenuto del piano
5. Le classi dei creditori. Formazione delle stesse e criteri di omogeneità
6. Apertura della procedura. Organi del concordato: il Giudice delegato e il commissario giu-diziale
7. Effetti della domanda: sull’amministrazione dell’azienda, sul debitore, sui rapporti giuri-dici pendenti. I provvedimenti immediati
8. La deliberazione del concordato preventivo: adunanza dei creditori e maggioranze richie-ste per l’approvazione del concordato.
9. Il giudizio di omologazione. Poteri dell’autorità giudiziaria in caso di opposizione da parte di uno o più creditori.
10. Il concordato preventivo con cessione dei beni: presupposti e provvedimenti.
11. Esecuzione, risoluzione ed annullamento del concordato.

Capitolo 3
1. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti (art.182 bis l.f.).
2. Presupposti e condizioni per l’omologa. L’effetto protettivo.
3. Attuabilità dell’accordo e il regolare pagamento dei creditori estranei. Il (piano di) risa-namento aziendale.
4. Efficacia dell’accordo e rimedi per il caso di suo inadempimento. Natura novativa e tran-sattiva dell’accordo.
5. L’opposizione dei creditori ed il giudizio di omologazione. Il reclamo del decreto del Tri-bunale.
6. La transazione fiscale (art. 182 ter l.f.): presuppos
7. ti e condizioni.

Capitolo 4
1. Il piano di risanamento attestato ex art. 67 lett. d) l.f.: premessa metodologica sull’azione revocatoria riformata e presupposti di questa.
2. Il piano di risanamento “idoneo” richiesto ex lege: contenuto.
3. La “ragionevolezza” del piano e il richiamo al leverage buy out di cui all’art. 2501 bis c.c.
4. Effetti del piano attestato.
5. La responsabilità del professionista estensore del piano.
6. Linee guida 2010

Capitolo 5
1. La transazione fiscale

 
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