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Tribunale ordinario e tribunale per i minorenni

Riparto di competenze dopo la riforma

Autori de Filippis Bruno
— CEDAM — Anno 2015

La riforma della filiazione del 2012-2013 oltre ad incidere sulla tradizionale distinzione tra figli legittimi e naturali, ha provocato un “terremoto” nella definizione delle competenze civili tra tribunale minorile e tribunale ordinario. La riforma si poneva l’obiettivo di azzerare le differenze tra nati, attribuendo a tutti il medesimo stato e ponendo fine ad una situazione che tutti giudicavano intollerabile, nella quale esistevano giuridicamente molteplici categorie di figli. Essa ha solo parzialmente raggiunto il suo obiettivo, in quanto la distinzione tra figli legittimi e naturali è stata sostituita dalla distinzione tra figli nati nel matrimonio e fuori di esso.

La riforma si è poi rivelata carente, in misura ancora maggiore, nella parte procedurale, tradendo le attese di quanti speravano che essa rappresentasse l’occasione per portare a compimento un processo di adattamento del rito della camera di consiglio, operato dalla giurisprudenza, disegnando in modo organico e congruo un modello unico per i procedimenti in tema di diritto di famiglia.

Molte competenze civili del tribunale minorile sono state abolite, ma non si è scelta la strada di cancellarle tutte, lasciando in piedi, contro i principi di razionalità ed economicità, una struttura complessa per un numero ridotto di procedimenti. Sotto tale profilo, la riforma della competenza ben si presta alla redazione di un libro ad essa dedicato, poiché le questioni su cui è opportuno far chiarezza sono, pur risalendo ad un unico e breve testo (art. 38 disp. att. cod. civ.) molteplici ed ancora in attesa di soluzioni definitive. Il volume si propone di offrire tutti gli strumenti per dipanarle, partendo da una chiara descrizione dei problemi aperti e basandosi sull’interpretazione dei testi, sull’analisi logica degli stessi e sulle risposte che la giurisprudenza ha già dato, allo scopo di consentire all’operatore di orientarsi agevolmente nella nuova materia.

PIANO DELL'OPERA

CAPITOLO I: RIPARTO DI COMPETENZE: STORIA E RIFORMA
1. Tribunale ordinario
2. Tribunale per i minorenni
3. Vicende storiche
4. Ragioni dell’istituzione
5. Competenza civile del T.M. (prima della riforma)
5.1 Adozione
6. Competenza penale
7. Competenza amministrativa
8. Competenza civile per materia e per territorio. Ulteriori competenze del TM
9. Proposte abolitive del Tribunale per i minorenni
10. Le vicende relative alla competenza
10.1 Affidamento e mantenimento per i minori nati fuori del matrimonio
11. La legge 219
11.1 Parentela e riconoscimento del figlio
11.2 Dichiarazione giudiziale della paternità, potestà-responsabilità ed abrogazione della legittimazione
11.3 La modifica dell’art. 38 delle disposizioni di attuazione
12. Il decreto 154
13. Competenze sottratte al Tribunale per i minorenni
13.1 Gli articoli 250 e 252 cod. civ.
13.2 Gli articoli 262 e 264 cod. civ.
13.3 Gli articoli 316 e 317 bis cod. civ.
13.4 L’articolo 269, primo comma, cod. civ.
14. Competenze civili residue del Tribunale minorile
14.1 L’articolo 251 ed il nuovo articolo 317 bis cod. civ.
15. L’art. 330 del codice civile
15.1 Potestà e responsabilità
15.2 Giurisprudenza
16. Condotta del genitore pregiudizievole ai figli
17. Articoli 332, 334 e 335 del codice civile

CAPITOLO II: COMPETENZA PER I PROVVEDIMENTI ABLATIVI E GIUDIZI DI SEPARAZIONE IN CORSO
1. Il punto più ambiguo e controverso della riforma del 2012
2. Prima della legge 219
3. Giudizio di separazione, divorzio o art. 316
4. A quali procedimenti si applica la deroga di competenza?
5. Le disposizioni richiamate nel primo periodo
6. Identità delle parti
7. Ancora sull’ambito di operatività della deroga
8. Non invocabilità del criterio di prevenzione
9. Processo in corso
10. Riassunzione
11. Giudice istruttore o collegio?
12. Il procedimento.
13. La parte procedurale del novellato art. 38 disp. att.
14. Il rito della camera di consiglio
15. Rito applicabile ai procedimenti ex art. 316 cod. civ.
15.1 Provvedimenti provvisori ed urgenti
16. Figli maggiorenni
17. I Protocolli
18. Ancora sul protocollo di Brescia
19. Il protocollo di Foggia

CAPITOLO III: DOTTRINA E GIURISPRUDENZA
1. Separazioni consensuali
2. Giurisprudenza di merito
3. Richiesta di provvedimenti limitativi o ablativi da parte del PM del tribunale minorile
4. In caso di figli di genitori non coniugati tra loro, quando può dirsi instaurato un procedimento ai sensi dell’art. 316 c.c., idoneo a determinare spostamento di competenza?
5. Eccezione di illegittimità costituzionale.
6. A monte la tematica dell’art. 709 ter c.p.c.
7. Principio della perpetuatio jurisdictionis
8. L’ordinanza n. 1349 della Corte di Cassazione
8.1 L’azione di decadenza di cui all’art. 330 c.c.
9. L’ordinanza 2833 del 12 febbraio 2015
10. I procedimenti di modifica “in corso” possono determinare spostamento della competenza?
11. Spunti dai lavori preparatori
12. Decreto 22 maggio 2013 del Tribunale per i minorenni di Catania
13. Giustizia minorile e prospettive future

CAPITOLO IV: GARANZIE PATRIMONIALI, ASCOLTO DEL MINORE, RAPPORTI CON GLI ASCENDENTI
1. La seconda parte dell’art. 3 della legge 219/2012
2. Garanzie per i provvedimenti patrimoniali
2.1 Sequestro dei beni dell’obbligato
2.2 Ordine a terzi
2.3 Ordine a terzi nella legge 219
3. Ascolto del minore
3.1 Normativa attuale
3.1.1 Gli altri articoli citati
3.2 Ascolto del minore nei procedimenti indicati dall’art. 38 disp. att.
4. Il nuovo articolo 315 bis c.c.
5. Il “diritto dei nonni” ex art. 317 bis c.c.

APPENDICE
1. Disegno di legge n. 194
2. Disegno di legge n. 595

 
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