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Società di capitali amministratici di società di persone

Autori Bolognesi Claudio
— CEDAM — Anno 2012

L’opera, inserendosi nel più ampio contesto dei riflessi della riforma delle società di capitali sulla disciplina delle società di persone, affronta il tema delle società capitalistiche in qualità di amministratori di altre società ed in particolare delle società personali.
Il lavoro prende spunto dall’orientamento diffuso in dottrina dopo il D. Lgs. n. 6/2003 che, sulla base del combinato disposto degli articoli 2361, 2° comma, c.c. e 111-duodecies, disp. att. c.c., ammette che una società di capitali ne amministri una di persone.
Dopo aver esposto i possibili vantaggi e svantaggi pratici derivanti dall’amministrazione di una società personale da parte di una società di capitali, si analizzano i profili di legittimità della fattispecie, passando in rassegna in modo dettagliato le argomentazioni avanzate in passato per negare la possibilità che una persona giuridica amministrasse una società (ed in particolare, una società di persone), pervenendosi ad offrire, infine, una panoramica dei principali ordinamenti europei, nonché della disciplina del Gruppo Europeo di Interesse Economico e della Società Europea.
All’esito di questa indagine, viene formulato un giudizio positivo circa la possibilità che una persona giuridica amministri una società e quindi che una società di capitali ne amministri una di persone.
L’indagine si sposta quindi sull’attualità del dogma dell’amministratore – socio nelle società di persone, tramite, dapprima, una ricognizione delle tradizionali tesi dottrinali relative alla natura giuridica del rapporto di amministrazione e, successivamente, un’analisi differenziata e specifica dei tre modelli di società personali, finalizzata a verificare la possibilità che queste siano amministrate da un soggetto estraneo alla compagine sociale. Sulla base della persistenza del binomio potere di gestione – responsabilità illimitata, si conclude nel senso che solo i soci possono essere amministratori delle società di persone.
Ne esce pertanto rafforzata l’opinione favorevole alla possibilità che il ruolo di amministratore di una società di persone sia ricoperto da una società di capitali, socia della prima.
Un altro capitolo dell’opera è dedicato all’analisi di ulteriori dati testuali che, dopo la riforma del 2003, valgono a suffragare l’ipotesi ricostruttiva, nonchè all’illustrazione dei tratti caratteristici della disciplina della società di capitali amministratrice di una società personale.
Anche nell’ottica di agevolare l’operatore del diritto, il focus viene posto:
i) sulla necessità o sulla mera opportunità di clausole statutarie volte a riconoscere che una società di capitali possa amministrare una società di persone;
ii) sulle modalità concrete con le quali la prima può amministrare la seconda (in particolare sulla necessità o meno di designare un rappresentante stabile della persona giuridica e sulla possibilità di utilizzare, all’uopo, dei mandatari);
iii) sulle formalità pubblicitarie applicabili alla fattispecie in oggetto.
Concludono l’opera alcune considerazioni circa la possibilità che una società di capitali sia amministratore di fatto di una società di persone, allo scopo di verificare se da tale riconoscimento possa derivare una maggior tutela per i creditori sociali di queste ultime nonché per l’ente nei confronti dei suoi amministratori.
 

 
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