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Regioni e ordinamento civile

Autori Lamarque Elisabetta
— CEDAM — Anno 2005
Lo studio ricostruisce come e perchè, nel totale silenzio del testo della Costituzione del 1948, si sia sviluppato e consolidato il limite del diritto privato della potestà legislativa regionale, e verifica quale portata abbia oggi, dopo la riforma costituzionale dei poteri delle Regioni, l'esclusiva riserva allo Stato della legislazione nell'ordianemento civile (art. 117, secondo comma, lett. l, della Costituzione) che appare, per le ragioni indicate dall'autrice, come l'emersione testuale di quel limite. Il volume ha quindi ad oggetto la conferma, da parte del legislatore costituzionale del 2001, di uno dei più penetranti limiti della potestà regionale fino ad allora operanti, benchè ricavati solo in via interpretativa dal testo costituzionale originario, e ancora prima il limite stesso: un limite che ha contribuito a dar vita ad una concezione estremamente riduttiva dell'intera legislazione delle Regioni, e quindi in generale della loro autonomia, e a modellare in questo senso quel medesimo Stato regionale italiano che la revisione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione avrebbe inteso invece integralmente riformare.
Introduzione. - I: L'origine giurisprudenziale del limite del diritto privato nel vigore del testo costituzionale originario. - II: I fattori istituzionali e culturali che hanno determinato gli indirizzi della dottrina e le scelte della giurisprudenza. - III: Regioni e diritto privato dopo la riforma del titolo V della parte II della costituzione. - Nota bibliografica.
 
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