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Prima della globalizzazione

L'Italia,la cooperazione allo sviluppo e la guerra fredda 1955-1995

Autori Calandri Elena
— CEDAM — Anno 2013

L’aiuto allo sviluppo è stato parte della politica estera italiana dal tempo della decolonizzazione e del neo-atlantismo ai primi anni Novanta. Allora l’accidentato percorso con cui l’Italia era diventata il quarto donatore mondiale si interruppe, pochi mesi dopo la nomina di Bettino Craxi a Rappresentante del Segretario generale dell’Onu per i problemi dello sviluppo. Innestata sulle diverse fasi del conflitto bipolare e del rapporto Nord-Sud e delle loro intersezioni - dalla modernizzazione kennediana al Nuovo Ordine Economico Internazionale al neoliberismo del ‘Washington consensus’ - la cooperazione ebbe protagonisti come Pella, Fanfani, Zagari, Pedini, Moro, Berlinguer, Andreotti, Craxi. Essa rappresentò anche un campo d’azione in continua trasformazione in cui si incontrarono attori sociali e politici – il volontariato cattolico, le Ong, grandi aziende pubbliche e private, amministrazioni locali, partiti – i cui interessi, elaborazioni, concezioni economiche concorsero a definire l’identità internazionale dell’Italia nei decenni della Guerra fredda. Questo volume offre la prima ricostruzione della parabola istituzionale e politica di una dimensione pressoché sconosciuta della politica estera italiana, fra appartenenza occidentale e paesi emergenti.

 
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