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Obbligazioni pecuniarie

Struttura e disciplina dei debiti di valuta

Autori Dalla Massara Tommaso
— CEDAM — Anno 2011

Quello dei debiti che, dopo le ricerche di Tullio Ascarelli, nel sistema italiano non si è più smesso di denominare `di valuta' (nella nota contrapposizione con i debiti `di valore'), rappresenta per la prassi un terreno di quotidiana e intensissima applicazione. Eppure, è opinione comune che in esso non manchino ampie zone d'ombra. Non di rado, chi si addentra nei meccanismi che governano questa specie di debiti riceve l'impressione di un accumulo di materiale giurisprudenziale magmatico e talora incoerente, a tratti addirittura indecifrabile.
Ciò dipende in larga misura dal fatto che a pochi dati legislativi (le coordinate essenziali, a ben vedere, sono rappresentate dall'art. 1277 cod. civ. e dalle disposizioni che a questo fanno seguito, fino all'art. 1284, nonché - fuori della Sezione dedicata alle obbligazioni pecuniarie - dall'art. 1224) sono aggrappati edifici concettuali assai complessi, contornati da molte regole di dettaglio e da infinite distinzioni e sottodistinzioni: un apparato che è il frutto del fecondo -quanto però incontrollabile - lavorio di teorici e pratici; sicché l'intera disciplina di questi debiti finisce per sembrare il prodotto provvisorio di un cantiere sempre aperto di `ingegneria giuridica'.
Nel volume viene data una rilettura della materia che tenta di metterne in evidenza, prima che ogni singolo segmento di regime, le strutture portanti; strutture da individuare, qualche volta da riscoprire, tanto nelle decisioni delle corti quanto nel pensiero dei giuristi, di oggi e di ieri.

 
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