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Le sfide della pace

L'ONU e l'Italia per una World Community (1945 - 2015)

A cura di Tosi Luciano
— CEDAM — Anno 2017

Dopo il secondo conflitto mondiale, in un mondo sempre più interdipendente, le Nazioni Unite, accanto ai tentativi per ricondurre nell’ambito della sicurezza collettiva le varie crisi politiche internazionali, avviarono una serie di azioni volte a porre rimedio ai crescenti squilibri presenti sul pianeta, squilibri di carattere economico, sociale, alimentare, demografico, ambientale, culturale. L’olocausto pose inoltre al centro dell’attenzione dell’organizzazione anche la tutela dei diritti umani. L’azione dell’Onu incontrò notevoli ostacoli: ben presto si sviluppò lo scontro fra Est e Ovest e incrociò quello tra Nord e Sud, ma, pur tra numerosi stop and go e faticosi compromessi, l’organizzazione è divenuta il motore principale dei tentativi mirati a dare un volto più umano alle relazioni internazionali. Una letteratura ormai ampia ha evidenziato come la cooperazione multilaterale abbia inciso notevolmente sul sistema internazionale, influenzando dinamiche interne agli stati e alle società. L’Onu, in particolare, ha dimostrato capacità di elaborare principi e modelli di riferimento, di mettere in pratica strategie, di contribuire alla nascita di expertise, creando reti transnazionali e innescando dinamiche di modernizzazione. Il volume ripercorre alcuni aspetti e momenti salienti di tali attività e presta particolare attenzione al contributo dato dall’Italia alle stesse, in un tentativo di dialogo a più voci, volto a cogliere cesure e continuità tra passato e presente e a sottolineare la crescente complessità delle odierne relazioni internazionali.

 
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