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Le nuove garanzie mobiliari tra realita' e obbligatorieta' del vincolo

Autori Abatangelo Chiara
— CEDAM — Anno 2012

L’istituto della garanzia reale mobiliare ha catalizzato attorno a sé l’attenzione della dottrina, e non solo di quella civilistica, dell’ultimo ventennio, la quale è stata – ed è tuttora - impegnata nel tentativo di ordinare a sistema le forme anomale di vincolo pignoratizio che la prassi negoziale, così come settoriali interventi legislativi, hanno finito per introdurre nel diritto vivente italiano. Nonostante il tema che ci si propone, qui, di indagare – vale a dire, la metamorfosi che l’istituto della garanzia reale mobiliare ha subito nell’ultimo trentennio – sia stato fatto oggetto di ampi studi, ciò nondimeno esso ci è sembrato degno di un’ulteriore riflessione, soprattutto, ma non solo, in considerazione della sua perdurante problematicità.
La linea di sviluppo della ricerca che si intende compiere si contraddistingue per un costante parallelismo tra il pegno codicistico, nella sua configurazione essenziale, e le figure c.d. anomale di pegno, espressione, quest’ultima, che viene utilizzata volendo in tal modo aderire all’opinione dottrinaria secondo cui tali figure non esulano dal tipo codicistico, poiché la loro disciplina non ne tradisce le caratteristiche portanti. Si evidenziano, così, sia la sfida che attende l’interprete sia l’interesse che può suscitare la presente ricerca, l’una e l’altro coincidenti con la necessità di ordinare e risolvere, alla luce dei principi propri della disciplina codicistica del pegno, i numerosi problemi ermeneutici che ruotano attorno alle figure anomale, problemi in buona parte nascenti dalla carenza e dalla settorialità degli interventi legislativi ad esse relativi.
Le figure anomale di pegno che saranno fatte oggetto di indagine – vale a dire il pegno rotativo, il vincolo sull’insieme degli strumenti finanziari registrati in apposito conto (art. 34, co. 2, decr. Euro) e, infine, il pegno di derivazione comunitaria su attività finanziarie (d.lgs. n. 170 del 2004) – non stanno tuttavia, fra loro, in una relazione omogenea.
Più precisamente, anticipando qui in forma assertiva ciò che sarà dimostrato nell’ultima parte del lavoro, può dirsi che il pegno rotativo, al pari di quello codicistico, rappresenta una figura generale, in quanto può essere utilizzata per la costituzione di garanzia reale su bene mobile di qualsivoglia tipologia. Il pegno rotativo, anzi, può dirsi integrare una sottospecie di quello codicistico, risultando caratterizzato dalla presenza di una clausola – quella di rotatività - che, tuttavia, come dimostreremo, non stravolge le caratteristiche essenziali della figura codicistica: la clausola, infatti, si limita a comportare un diverso procedimento costitutivo della garanzia, ricollegando al sorgere del diritto reale un
effetto retroattivo a far data dalla conclusione dell’accordo.

 
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