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Le invalidita' degli atti impositivi

Autori Zagà Stefano
— CEDAM — Anno 2012

Obiettivo del presente lavoro è la ricostruzione della disciplina delle invalidità degli atti impositivi.
Sono due gli (argomentati) assunti di partenza dell’indagine: la natura provvedimentale degli atti impositivi e l’applicabilità in ambito tributario (pur sempre nel rispetto del principio di specialità) della nuova sistematica delle invalidità dei provvedimenti amministrativi di cui agli artt. 21-septies e 21-octies, l. n. 241 del 1990.
L’indagine si articolerà in due parti.
Nella prima parte si cercherà di ricostruire la disciplina generale delle invalidità degli atti impositivi precedente alla novella del 2005 alla l. n. 241 del 1990, per poi verificare se il “vecchio” sistema delle invalidità tributarie abbia subito o meno alterazioni o modifiche a seguito: i) della codificazione dei vizi degli atti amministrativi (artt. 21-septies e 21-octies, 1° co.) e ii) dell’introduzione della nuova regola di depotenziamento dei vizi formali e procedimentali dell’atto (art. 21-octies, 2° co., primo periodo).
Nella seconda parte del presente lavoro si è scelto di indagare la possibile rilevanza invalidante di alcuni dei principali vizi procedimentali che possono “interessare” gli atti impositivi: i cc.dd. “vizi istruttori” ed il difetto di contraddittorio anticipato (o endoprocedimentale).

 
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