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Le città metropolitane

A cura di Marotta Giovanna, Pastena Ernesto
— CEDAM — Anno 2013

Le città metropolitane sono Enti amministrativi in fase di istituzione, che entreranno definitivamente in funzione il prossino 1° gennaio 2014.
«Sulla costituzione delle città metropolitane l'Italia è molto indietro. Era necessario coinvolgere i livelli locali, ma ciò ha finito per bloccare tutto»: così il ministro della Funzione pubblica del governo Monti, Filippo Patroni Griffi, intervenuto il 16 gennaio 2013 ad un incontro tecnico promosso dall'Unione industriali di Napoli sul tema, a cui hanno preso parte anche Antonio Calafati, dell'Università delle Marche e Monica Brezzo dell'Ocse, e riportato dal Sole 24 Ore.
Per Patroni Griffi «lo Stato si è riappropriato del tema con la legge sulla spending review. Oggi esistono giurisdizioni e unità amministrative, che non corrispondono più alle esigenze di governo del territorio – ha detto –, ciò vale sia per le città sia per i piccoli centri. Se ne dibatte in Francia, in altri paesi. In Italia non resta che definire ambiti ottimali di esercizio delle funzioni. È possibile anche cominciare a pensare a una regione metropolitana. Ma nel nostro paese troppo spesso si bloccano le riforme».
Un invito ad agire, quello espresso dal ministro, diretto soprattutto alle classi dirigenti di quelle città, oltre Napoli, che è la terza città italiana per popolazione, e colto dagli Autori del saggio, che si augurano che ciò avvenga nel più breve tempo possibile.
Dell'importanza della costituzione delle aree metropolitane, nonché dei positivi riflessi che esse potranno avere sulla vita sociale ed economica ne sono completamente convinti i redattori del testo, che abbraccia un po’ tutta la storia delle realtà metropolitane ed analizza le varie difficoltà riscontrate nel loro cammino istituzionale, fino al parziale e quasi totale traguardo avvenuto con la legge sulla revisione della spesa pubblica dell’agosto scorso.
Essi auspicano, insomma, che il dibattito sulle città metropolitane possa assumere una definitiva piega operativa, dopo che si è a lungo concentrato solo su aspetti relativi alla governance e alla formazione delle assemblee metropolitane.
«La legge 142 del 90 – ha precisato Antonio Calafati, consulente del ministero della Funzione Pubblica – per la prima volta rinuncia a uno sguardo dal centro. Il paradosso è che il locale non fa un passo in avanti in nessun luogo in Italia. Neanche dopo le sollecitazioni del governo Monti. Mentre un trasferimento da centro a periferia avviene in tutta Europa. Tutti i paesi europei stanno definendo la scala della competitività sovra comunale. L'Italia resta indietro».
Gli autori sperano che tale appello ad andare avanti, e a non restare indietro nel panorama europeo, venga colto dal nuovo Parlamento prescelto dagli elettori nella tornata del 24 e 25 febbraio e che i prossimi governanti proseguano con determinatezza e coraggio il cammino istituzionale iniziato.

 
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