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La rivalutazione del capitale della Banca d'Italia

A cura di Capriglione Francesco, Pellegrini Mirella
— CEDAM — Anno 2014

L’opera mette a fuoco alcune questioni riguardanti le modalità di partecipazione al capitale della Banca d’Italia, come recentemente regolate dalla legge n. 5 del 2014, di conversione del d.l. 30 novembre 2013, n. 133. La ricerca - nel prospettare i variegati profili della normativa in parola - analizza la riforma della governance della Banca di Italia e valuta la possibilità di tener ferma la «posizione d’autonomia» che, nel tempo, ha caratterizzato quest’ultima nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali. In particolare, viene preso in considerazione il ruolo dei partecipanti privati al ‘ca-pitale’, la cui voice non mancherà di farsi sentire in sede assembleare, potendo persino condizionare le modalità di svolgimento dei compiti dell’Istituto. Al riguardo viene sottolineato il potenziale ampliamento della platea di ‘partecipanti’ (e, quindi, l’identificazione di un mercato per lo scambio delle ‘quote’). In un’ angolazione di carattere generale viene dato adeguato rilievo all’intento del regolatore di raccordare l’ammodernamento della Banca d’Italia ai significativi cambiamenti che, a seguito della recente crisi finanziaria, sono stati introdotti nell’UE, con la realizzazione del Meccanismo di vigilanza unico e dell’Unione Bancaria Europea. La conformità dell’apparato dispositivo in esame agli orientamenti del processo d’integrazione europea costituisce, poi, un importante test per la verifica delle solu-zioni adottate dal regolatore. Non sono stati, tuttavia, taciuti alcuni profili di criticità della riforma concernenti, tra l’altro, la mancata osservanza di un’effettiva armoniz-zazione tra gli intermediari bancari operanti nell’Unione; donde il senso del limite, che connota il lavoro del legislatore, riscontrabile nei contributi pubblicati.

 
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