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La prelazione ed il retratto

Autori Rossi Giulia
— CEDAM — Anno 2011

Trattasi di un lavoro monografico approfondito ed analitico sui due istituti, la prelazione ed il retratto.
La prelazione accorda una posizione di preferenza caratterizzata da una duplice eventualità; che il soggetto passivo decida di vendere e che il soggetto attivo decida di avvalersi della propria posizione di priorità.

Se si verificano entrambe le condizioni, mma non è rispettata la precedenza accordata ad un soggetto nei confronti di altri, l'ordinamento attribuisce con il retratto un potere di conformazione in forza del quale la scelta tra esercizio positivo o negativo dipende solo dalla tempestiva decisione del titolare stesso e non già dal verificarsi di altre condizioni.

Il retratto trova la propria giustificazione proprio nella poziorità o preferenza, è sostanzialemente considerato un mezzo che rafforza l'obbligazione di preferire, ma non solo, anche nelle ipotesi in cui il retratto è accordato in assenza di un'obbligazione di preferire, questo non prescinde mai da una posizione di preferenza.

Si è tentato di ricostruire, alla luce della giurisprudenza e della dottrina più rilevante, il ruolo e la funzione della Prelazione e del Retratto all’interno del nostro ordinamento. In particolare, con la volontà di non limitarsi ad un lavoro prettamente sistematico e compilativo, teso unicamente ad ordinare e coordinare la molteplicità delle fonti e del materiale esistente in materia, si sono approfonditi, in modo ragionato, alcuni degli aspetti più rilevanti di questi istituti.

Si è scelto di procedere, in primo luogo, ad una macro distinzione tra prelazione legale e prelazione convenzionale per poi proseguire, alla luce della stessa, all’individuazione delle differenze e delle analogie più significative; successivamente, si è affrontato il tema del retratto rapportando la sua funzione e la sua ratio anche a quella dell’istituto della prelazione.

 
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