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La compravendita

A cura di Naddeo Francesca, Musio Antonio
— CEDAM — Anno 2008

STRUTTURA DELL'OPERA

Il contratto di compravendita rappresenta uno dei più antichi schemi negoziali.

Questo volume è completissimo e tocca questi aspetti:
- soggetti e accordo
- forma, oggetto e contenuto (cenni ai contratti più diffusi)
- efficacia e obblighi del venditore e compratore
- vendite speciali: con patto di riscatto, di beni mobili, con riserva di gradimento, a prova, a campione
- vendita con riserva di proprietà
- vendita su documenti e con pagamento contro documenti
- vendita tramite titoli di credito
- vendita di beni mobili di consumo
- vendita di immobili
- vendita dei beni culturali
- compravendita dei beni pubblici
- vendita di beni immobili degli enti ecclesiastici
- vendita di eredità
- vendita di azienda
- vendita e fallimento
- vendita internazionale
- vendita fuori dai locali commerciali
- vendite a distanza
- vendite concluse via internet
- vendita dei diritti oggetto di proprietà intellettuale ed industriale
- vendita di beni immobili da costruire
- vendita di spazi adibiti ad aree di parcheggio

Giurisprudenza abbondante e citata per esteso nel CD-rom. Formulario, anch'esso nel CD rom.

PRESENTAZIONE DELL'OPERA
A cura del professore Pasquale Stanzione

L’esigenza di una nuova indagine su un campo già tanto arato come quello della compravendita trova il suo fondamento nell’incessante evoluzione legislativa, dottrinale e giurisprudenziale che ha caratterizzato il più importante ed utilizzato tra i contratti di scambio.
Il lavoro curato da Francesca Naddeo ed Antonio Musio si connota, oltre che per la completezza ed il rigore sistematico, per la puntuale attenzione al diritto vivente, offrendo nei tre volumi che compongono l’opera un quadro organico dell’istituto nell’ambito dell’attuale contesto giuridico. In particolare, il primo di tali tomi affronta, nella prospettiva della law in action, le problematiche inerenti alla disciplina generale dettata dal codice civile in tema di compravendita, mentre gli altri due si soffermano analiticamente sulle cc.dd. vendite speciali.
In effetti, in un avvicinamento meramente teorico, la compravendita potrebbe sembrare uno schema contrattuale unitario; tuttavia, ad una più attenta analisi, che tenga altresì conto della realtà concreta, essa si frantuma in una pluralità di sottotipi sorti dalla necessità di assecondare le istanze commerciali e regolati da differenti statuti.
Se per un verso il codificatore del 1942 aveva superato la distinzione tra le vendite “civili” (artt. 1447 ss. c.c. 1865) e quelle “commerciali” (artt. 59 ss. c. comm. 1882), basata sulla qualifica soggettiva dei contraenti, per l’altro aveva diversificato, anche topograficamente, le regole dello scambio in base all’oggetto. A tutt’oggi, infatti, mobili, immobili, eredità configurano tipologie dotate di una disciplina speciale che si aggiunge a quella predisposta per la compravendita in genere.
Con l’opera unificatrice del 1942 il legislatore ha trasfuso nel codice civile, generalizzandone l’ambito di applicazione, le norme dettate in tema di compravendita commerciale, finendo col creare la nota partizione tra la compravendita di beni mobili e quella di immobili. Infatti, mentre alcune regole del codice di commercio, potenzialmente utilizzabili per disciplinare qualsiasi tipo di compravendita, sono andate ad arricchire la parte dedicata alle disposizioni generali, la maggior parte di esse sono confluite, sia pur con alcune modifiche, proprio nella sezione appositamente creata per la compravendita di beni mobili.
Tuttavia, la ripartizione effettuata dal codice civile in differenti sezioni ed in particolare la bipartizione in considerazione della natura mobile o immobile dell’oggetto, da un lato mostra qualche punto di debolezza allorché colloca nella compravendita dei beni mobili talune disposizioni che pacificamente si ritengono applicabili anche all’acquisto di beni immobili, come ad esempio le norme in tema di vendita con riserva della proprietà, con riserva di gradimento ed a prova.
D’altro lato, la suddetta distinzione topografica non sembra nemmeno necessaria in quanto le particolarità delle due discipline non sono di tale portata da giustificare la creazione di differenti modelli di compravendita.
Le esigenze della prassi commerciale hanno, però, col passare del tempo portato all’emersione di diverse figure, recepite e regolate dalla legislazione speciale, quali le vendite a prezzo dilazionato connesse ad operazioni di credito al consumo, le vendite con omaggio o a premio, le vendite straordinarie e di liquidazione, ecc. che, sebbene riconducibili al paradigma generale della compravendita, se ne differenziano nella disciplina per la stretta inerenza all’attività d’impresa. Le particolarità di tali operazioni, pur non snaturando la cd. causa vendendi, fanno discorrere di sottospecie di vendita nelle quali l’attività d’impresa viene sussunta nell’aspetto funzionale del contratto.
Il processo di disgregazione del tipo, in base all’elemento oggettivo, è stato decisamente incrementato dalla incisiva opera di erosione della disciplina generale condotta dal legislatore di derivazione comunitaria che ha affiancato alle tradizionali figure codicistiche altre importanti fattispecie, quali le vendite concluse fuori dai locali commerciali e le vendite a distanza. Ma è con l’introduzione della disciplina in materia di vendite di beni di consumo che si è dato vita ad una normativa speciale che per l’entità delle deroghe allo schema generale ha portato alla creazione di un vero e proprio sottotipo di vendita. L’ottica in cui si è mosso il legislatore del 2002 nel regolare la materia degli obblighi del venditore e della correlativa responsabilità nei confronti del compratore-consumatore appare ictu oculi radicalmente diversa rispetto alla precedente impostazione codicistica.
La previsione di un vero e proprio obbligo di conformità ovvero di un obbligo di consegnare una cosa conforme, quale obbligazione primaria del venditore, consente la configurazione di un’azione di esatto adempimento volta al ripristino della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione. Il problema, dunque, si sposta dall’ottica dell’inesatta attuazione dell’attribuzione traslativa, propria dello schema generale della compravendita, a quella della mancata corrispondenza tra il momento programmatico e quello esecutivo del contratto.
A ben vedere la normativa in questione, così come le altre precedenti introdotte sempre su iniziativa comunitaria, non si connota per il solo ambito oggettivo di applicazione, riproponendo piuttosto, sotto nuova veste, la bipartizione della compravendita con riferimento all’elemento soggettivo. In questi casi, infatti, il regime derogatorio rispetto a quello di diritto comune si applica nelle sole ipotesi in cui l’alienante sia un professionista e l’acquirente un consumatore.
E’ così riaffiorata nella legislazione speciale l’originaria impronta commercialistica della compravendita dei beni mobili, offuscata dall’opera di unificazione delle discipline attuata dal legislatore del 1942, seppur con significativo cambio di prospettiva. La protezione degli interessi del commercio, infatti, non viene più perseguita con la predisposizione di una disciplina che miri alla realizzazione della stabilità dei rapporti e della certezza degli scambi, avendo prevalentemente presente la posizione del commerciante. Viceversa, i medesimi obiettivi vengono ora raggiunti attraverso la tutela del consumatore, aumentando garanzie e rimedi a suo favore contro condotte abusive del venditore.
In una prospettiva attenta ai precetti costituzionali, del resto, lo stesso obiettivo di tutela del mercato e dunque dell’iniziativa economica privata non può che essere funzionalizzato alla piena realizzazione di quei valori fondamentali che prescindono dalle mere istanze di natura economica. In questa chiave di lettura, gli interventi legislativi di derivazione comunitaria volti a riequilibrare le posizioni dei singoli contraenti trovano fondamento e giustificazione nel più generale principio di eguaglianza sostanziale, che al tempo stesso rappresenta anche il limite al favor manifestato nei confronti della categoria dei consumatori.
La sensibilità al dato costituzionale caratterizza, del resto, l’intera opera curata da Francesca Naddeo ed Antonio Musio, costituendo il fil rouge che attraversa lo studio di ogni singolo aspetto della o - rectius - delle compravendite.

 
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