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La MiFID II

Rapporti con la clientela - regole di governance - mercati

A cura di Troiano Vincenzo, Motroni Raimondo
— CEDAM — Anno 2016

Come è noto, la crisi che a partire dal 2007 ha colpito gran parte del pianeta ha agito da catalizzatore nella ridefinizione delle strutture di vertice dell’ordinamento finanziario europeo. L’adozione, per il settore creditizio, di meccanismi unici di vigilanza e risoluzione ha modificato nel profondo le pregresse formule esplicative della funzione di supervisione; è avviato un percorso similare concernente i mercati finanziari. A tali innovazioni fanno riscontro talune significative modifiche in ambito operativo, volte ad adeguare il concreto esercizio delle attività regolate alla nuova logica procedimentale, nonché ad attivare forme più significative di responsabilità comportamentale da parte degli intermediari. In tale contesto si colloca la rivisitazione del complesso dispositivo della cd. MiFID I, attuata con il plesso normativo costituito dalla direttiva 2014/65/UE e dal regolamento 2014/600/UE. Sono state per tal via introdotte specifiche configurazioni di impianto per l’erogazione e la ingegnerizzazione dei prodotti; prevedendosi, al contempo, anche taluni cambiamenti della disciplina dei mercati finanziari, vuoi mediante la proposizione di nuove piattaforme, vuoi definendo regole a presidio dei rischi connessi al sempre maggiore impiego di tecnologie informatiche e telematiche per le negoziazioni. Si è in presenza di un composito sistema disciplinare, articolato su variegati versanti, che riguardano sia i criteri di governo e condotta delle imprese di investimento, sia i parametri di intervento ascrivibili alle autorità di settore.
La percezione del rilevante impatto che il compiuto recepimento del complesso disciplinare in parola avrebbe avuto per le autorità e gli operatori ha sostenuto la decisione del legislatore europeo di procrastinare di un anno, e dunque al 2018, il termine per la sua applicazione. La riferibilità a tale termine segna un differente passo rispetto alla linea decisionale seguita con riguardo alla materia regolata dai meccanismi di vigilanza e di risoluzione delle crisi, per la cui entrata in vigore sono stati disposti tempi molto brevi rispetto alla loro adozione.

Il volume è suddiviso in capitoli e paragrafi e si sviluppa in poco meno di 600 pagine.
Preceduto da una Presentazione a firma dei due curatori, è caratterizzato anche da un indice sommario molto dettagliato, che consente al lettore di individuare in breve tempo gli argomenti affrontati.

 
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