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La Liquidazione dell'attivo fallimentare

Orientamenti giurisprudenziali, indirizzi dottrinari e soluzioni pratiche

Autori Penta Andrea
— CEDAM — Anno 2016

Il volume indica le principali soluzioni giurisprudenziali adottate e le prassi applicative formatesi nel nuovo scenario normativo emerso all’esito della riforma complessiva della legge fallimentare. Vengono trattate, oltre alle problematiche classiche nell’ambito della procedura concorsuale, le questioni maggiormente delicate già profilatesi ante riforma e quelle più complesse originate dalla nuova formulazione delle norme.

A seguito dell’adozione del decreto legge 27.6.2015, n. 83, convertito con legge 6.8.2015, n. 132, sono state di fatto apportate significative modifiche alla legge fallimentare in tema di liquidazione, nonché al codice di rito sul piano delle vendite in ambito di esecuzioni individuali, con inevitabili riflessi anche sulla liquidazione concorsuale.
Quanto al primo aspetto, due sono i versanti sui quali il legislatore della novella è intervenuto: 1) quello del programma di liquidazione di cui all’art. 104 ter, prevedendo che il curatore debba ora predisporre il programma, in ogni caso ed al più tardi, entro 180 giorni dalla sentenza dichiarativa di fallimento e che il mancato rispetto di tale termine costituisce una giusta causa di revoca della nomina; 2) quello dell’art. 107, in tema di modalità delle vendite, estendendo la possibilità di versamento rateale alle vendite ed agli altri atti di liquidazione posti in essere in esecuzione del programma stesso (su questo secondo punto si rinvia al Cap. II, par. 26.1.). In entrambi i casi è palese la finalità di favorire l’accelerazione delle procedure e, dunque, la chiusura rapida delle stesse. Viene altresì espressamente indicato che il programma di liquidazione debba avere un ulteriore contenuto obbligatorio, rappresentato dalla espressa indicazione del “termine entro il quale sarà completata la liquidazione dell’attivo” e che il termine stesso non possa eccedere due anni dal deposito della sentenza di fallimento.

Quanto al secondo versante, si segnalano significative modifiche introdotte in tema di pubblicità delle vendite, di valutazione del valore dei beni e di relazione di stima, di modalità di versamento del prezzo e di offerte.

Il libro è uno strumento per comprendere l’evoluzione complessiva del sistema concorsuale, privilegiando un’analisi trasversale delle varie tematiche e tentando di offrire una soluzione ai nuovi problemi interpretativi ed applicativi.


STRUTTURA DEL VOLUME

Capitolo I: IL PROGRAMMA DI LIQUIDAZIONE
1. Il programma di liquidazione: manifestazione anacronistica del potere direttivo del g.d.
1.1. Una visione parcellizzata della procedura
1.2. I poteri del giudice delegato in ordine al programma di liquidazione: tra riforma organica e decreto correttivo
1.3. Il programma di liquidazione: genericità o analiticità
1.4. Il controllo del giudice delegato sul programma
1.4-bis. Autorizzazioni del giudice delegato e del comitato dei creditori: una proposta di interpretazione adeguatrice
1.4-ter. Alcuni problemi di duplicazione delle autorizzazioni
1.5. Il problema dei limiti al sindacato del giudice delegato
1.5-bis. Le conseguenze dell’atto gestorio liquidatorio compiuto in assenza di autorizzazione del g.d.
1.6. Patologie e rimedi nella fase di esecuzione del programma
1.7. Rapporti dialettici tra curatore e CdC. Il rischio di paralisi nel caso di programma di liquidazione
1.8. I rapporti tra l’approvazione del programma di liquidazione e l’autorizzazione a stare in giudizio
1.9. L’attuazione del programma di liquidazione
1.10. La facoltà di non acquisire determinati beni
1.11. Il programma di liquidazione in negativo

Capitolo II: LA LIQUIDAZIONE FALLIMENTARE
1. Le linee direttrici della riforma
2. La vendita unitaria dell’azienda (cenni)
3. La vendita atomistica dei beni
4. La progettazione della liquidazione
5. L’ordine di liquidazione dei cespiti: la casa di abitazione del fallito
6. Il ruolo degli organi della procedura ante e post riforma
7. Rapporti tra curatore e g.d. Il curatore è tuttora un organo meramente esecutivo?
8. Le attività prodromiche alla liquidazione
9. La portata dell’art. 107 l.f.
9.1 La scelta di subentrare in un contratto non ancora eseguito (cenni)
10. Le procedure competitive
10.1 La vendita a trattativa privata
11. La pubblicità della vendita
11.1. La tutela della privacy
11.2. La trasparenza
11.3 Le novità introdotte dal d.l. n. 83/2015
12. La vendita dei beni mobili registrati e delle quote di s.r.l. (rinvio)
13. La stima dei beni
13.1. Il contenuto della perizia. Il conferimento dell’incarico
13.2 Le novità introdotte dal d.l. 27 giugno 2015, n. 83
14. I soggetti specializzati
15. Le modalità di vendita dei beni mobili nel processo di esecuzione
15.1. Le modalità di vendita dei beni immobili in sede di esecuzione forzata
16. La disciplina delle vendite in base alla precedente legge fallimentare (cenni)
16.1. La regolamentazione delle vendite in àmbito fallimentare all’esito della riforma
17. La previsione che le vendite vadano effettuate dal giudice delegato
18. Le disposizioni del codice di rito relative al processo di esecuzione: un modello di riferimento
18.1. Le modalità di vendita dei beni mobili
18.2. Le modalità di vendita dei beni immobili
19. La liquidazione dei beni oggetto di revocatoria fallimentare
20. La compatibilità delle norme del codice di rito con la disciplina delle vendite fallimentari
20.1. Le disposizioni del codice di rito non applicabili alle vendite fallimentari
21. Vendita nello stato di fatto e di diritto in cui si trova il bene
22. La comunicazione ai creditori ipotecari
23. La domanda di partecipazione alla vendita
24. L’aumento del quinto e l’aggiudicazione provvisoria
24.bis. Le novità introdotte dal d.l. 27 giugno 2015, n. 83, in tema di offerte
25. L’esercizio della prelazione nell’àmbito delle vendite fallimentari
26. Il pagamento del prezzo
26.1. Le novità introdotte dal d.l. 27 giugno 2015, n. 83, in tema di versamento rateale del prezzo
26.2. Il ricorso ad un contratto bancario di finanziamento
27. La stipulazione del contratto di vendita
27.1. La cancellazione dei gravami
28. La sospensione delle vendite ante riforma
28.1. La sospensione delle vendite post riforma: la sospensione per gravi e giustificati motivi
28.2. I poteri sospensivi in capo al curatore
28.3. Il potere del giudice delegato di impedire il perfezionamento della vendita
28.4. Le altre ipotesi di sospensione delle vendite
29. L’atto di trasferimento della proprietà sul bene alienato
30. L’ordine di liberazione dell’immobile
31. La natura giuridica delle vendite nella vecchia legge fallimentare
31.1. La natura giuridica delle vendite nella nuova legge fallimentare
32. Le disposizioni del codice civile applicabili alle vendite fallimentari
32.1. La garanzia per i vizi e per la mancanza di qualità della cosa venduta
32.2. Le altre disposizioni del codice civile applicabili
33. I rapporti con le procedure esecutive pendenti e il subentro del curatore: la precedente regolamentazione
33.1. La disciplina all’esito dell’intervento riformatore
33.1.1. La conservazione degli effetti sostanziali del pignoramento
33.1.2. La deroga rappresentata dai creditori fondiari
34. La vendita dei beni pignorati o gravati da privilegio speciale con diritto di ritenzione
35. La vendita di quota di beni indivisi
35.1. La transazione con terzi in ordine a quote indivise di immobili
35.2. Esecuzione concorsuale su immobili in comproprietà. Aggiudicazione e liberazione dell’immobile esecutato
36. La disciplina fiscale (cenni)

Capitolo III: LA RESPONSABILITÀ DEL CURATORE
1. La responsabilità esclusiva e concorrente del curatore
2. La responsabilità nella fase prodromica alla liquidazione
3. I beni sopravvenuti nel corso della procedura
4. Il caso in cui il fallito abbia intrapreso una nuova attività imprenditoriale
5. La responsabilità del curatore nella fase liquidatoria
6. La perdita dei beni dopo l’apposizione dei sigilli
7. La derelizione dei beni. Lo smaltimento dei rifiuti
8. L’esecuzione su beni appartenenti a terzi
9. Il mancato rispetto delle regole della liquidazione
10. Il ritardo nella liquidazione dei beni
10. bis. Le novità introdotte dal d.l. 27 giugno 2015, n. 83, in tema di offerte
11. I rapporti tra curatore e giudice delegato
12. La responsabilità concorrente del comitato dei creditori

Capitolo IV: ESERCIZIO PROVVISORIO DELL’IMPRESA E CIRCOLAZIONE DELL’AZIENDA. L’ESERCIZIO PROVVISORIO DELL’IMPRESA
1. Premessa
2. La rilevanza di un comportamento collaborativo da parte dell’imprenditore in crisi
3. I rischi che si annidano dietro la scelta riservata al tribunale
4. Gli strumenti a disposizione dell’imprenditore per escludere lo stato di insolvenza
5. L’esercizio provvisorio disposto con la sentenza dichiarativa di fallimento
6. I poteri istruttori e di indagine riservati al tribunale nella fase prefallimentare
7. I mezzi istruttori disponibili d’ufficio
8. Il ruolo degli amministratori nella gestione della crisi
9. Profili procedurali
10. L’esercizio provvisorio disposto per decreto del giudice delegato
10.1. I margini valutativi del giudice delegato
11. La figura del curatore
12. Gli obblighi informativi a carico della curatela
13. Il ruolo del curatore nell’esercizio provvisorio
14. La sorte dei rapporti pendenti

L’AFFITTO DELL’AZIENDA O DI RAMI DELL’AZIENDA
1. Premessa
2. I presupposti applicativi ed il potere di impulso
3. La scelta dell’affittuario
4. Il contratto d’affitto
4.1. Il contenuto facoltativo
5. Gli effetti del contratto d’affitto
6. I rapporti giuridici pendenti, i debiti ed i crediti
7. La retrocessione al fallimento
8. Il diritto di prelazione
9. L’esercizio della prelazione
10. I rapporti di lavoro

LA VENDITA DELL’AZIENDA
1. Premessa: i criteri di valutazione di un’azienda
2. I concetti di azienda e di suoi rami
3. La forma della cessione d’azienda
4. Le modalità di vendita dell’azienda
5. La successione nei rapporti pendenti
6. I contratti di lavoro dipendente
7. I debiti sorti prima del trasferimento
7.1. I debiti tributari
8. La sorte dei crediti
9. L’ipotesi del conferimento di azienda
10. Segue: La disciplina applicabile ai conferimenti

Capitolo V: CESSIONE DEI CREDITI, DEI DIRITTI E DELLE QUOTE, DELLE AZIONI, MANDATO A RISCUOTERE (ART. 106). MODALITÀ PARTICOLARI DI VENDITA EX ART. 108-BIS E 108-TER
1. Premessa
2. La cessione dei crediti
2.1. Crediti fiscali
2.2. La cessione dei crediti tributari
2.3. L’assegnazione dei crediti tributari
2.4. Crediti futuri
2.5. Crediti contestati
2.6. Art. 106 l.f.: elencazione tassativa o non?
2.7. Crediti incedibili
2.8. Problematiche connesse alla cessione dei crediti
3. Mandato per la riscossione dei crediti
4. La cessione dei diritti
5. La cessione delle quote di s.r.l.
6. La cessione delle partecipazioni azionarie
7. La cessione di quote delle società di persone
8. La cessione delle azioni revocatorie concorsuali
9. Le modifiche degli artt. 108-bis e 108-ter nel passaggio dalla riforma del 2006 al c.d. correttivo del 2007
10. L’abrogato art. 108-bis l.f.
10.1. Procedure di liquidazione completate in vigenza dell’art. 108-bis l.f.
11. L’art. 108-ter l.f.
11.1. Brevi cenni alla trasmissione dei diritti patrimoniali derivanti dalle opere dell’ingegno
11.2. Brevi cenni alla trasmissione dei diritti patrimoniali derivanti dal brevetto relativo alle invenzioni industriali
11.3. Brevi cenni alla trasmissione dei diritti patrimoniali derivanti dalla registrazione di un marchio
11.4. Coordinamento tra la normativa speciale e quella uniforme della liquidazione fallimentare
11.5. La vendita delle banche dati

Bibliografia
Indice Analitico

 
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