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La Libertà su cauzione: un'alternativa alla custodia carceraria

Autori Fanuele Chiara
— CEDAM — Anno 2016

Il sovraffollamento delle carceri continua ad essere il principale problema del sistema penale italiano. Le soluzioni offerte di recente dal legislatore (e valorizzate anche dalla Corte costituzionale) per adeguare la condizione detentiva ai parametri europei, pur già valutate positivamente dal Comitato dei Ministri del Consiglio di Europa, appaiono ancora inadeguate a risolvere l’“emergenza carceraria”. In sostanza, gli anzidetti provvedimenti normativi hanno inteso deflazionare il ricorso alla detenzione; ma, data la loro portata eccezionale e frammentaria, non sono stati tali da eliminare del tutto un problema che avrebbe richiesto (e richiede) una riforma complessiva del sistema di giustizia penale.
In questo contesto, poi, soprattutto un fattore continua a preoccupare: l’incidenza elevata sulla popolazione carceraria del numero dei detenuti “non definitivi”, molti dei quali risultano in attesa perfino della sentenza di primo grado; cosicché, l’intento di ricondurre l’impiego della custodia cautelare entro margini di tollerabilità ha condotto, di recente, ad approvare la l. 16 aprile 2015, n. 47, recante, tra l’altro, «Modifiche al codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali (?…?)». L’opera, esaminata la produzione novellistica diretta a ridurre la popolazione carceraria, propone di rivedere l’intero sistema delle misure interinali alternative alla detenzione; prospettando, in particolare, la possibilità di reintrodurre, tra queste, la libertà su cauzione.

 
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