carrello0

L'ingratitudine nel diritto privato

Autori Coppola Cristina
— CEDAM — Anno 2012

L’opera chiarisce, anzitutto, il concetto di gratitudine nel diritto privato, quale sentimento – valore sequenziale, universale e standardizzato, che deve diffusamente e stabilmente connotare le relazioni giuridiche, specialmente quelle gratuite e quelle familiari, per esercitare su di esse una funzione di controllo sociale.
Solo, in alcune, limitate, ipotesi, la riconoscenza assurge a valore giuridico ideale, meritevole di particolare protezione sul piano della disciplina positiva, ma non doveroso; per lo più, invece, essa costituisce l’oggetto di vere e proprie obbligazioni, con forza cogente. Il dovere di gratitudine può acquistare, volta a volta, le sembianze dei doveri di rispetto, di solidarietà, familiare e sociale, di restituzione e di ricompensare: la gratitudine diventa questi doveri e, al contempo, questi doveri esprimono il valore della gratitudine, così come modellato sul principio personalistico, che informa di sé l’intera Costituzione.
In questa prospettiva, tecnicamente, è da considerarsi ingratitudine l’inadempimento delle obbligazioni di riconoscenza. Le condotte, positive o omissive, che ne rappresentino la violazione, determinano la soggezione a conseguenze giuridiche importanti. È vero che l’unico istituto codicistico ad ergersi a rimedio specifico contro l’ingratitudine è la revocazione della donazione, ma tale rimedio rappresenta solamente un modello, invero suscettibile di essere esteso a fattispecie fondate su quel medesimo valore, che giustifica le obbligazioni imposte, al donatario, dall’art. 801 cod. civ.

 
ACQUISTA INSIEME
LA REDAZIONE CONSIGLIA
PREVIOUSPrevious
La nuova giurisprudenza civile commentata
€ 230,00 +IVA (-50%) € 115,00 +IVA
Studium Iuris
€ 155,00 (-50%) € 77,50
Danno e Responsabilità
€ 215,00 +IVA (-50%) € 107,50 +IVA
Il Corriere Giuridico
€ 235,00 +IVA (-50%) € 117,50 +IVA
NEXTNext
Attendere prego