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L'assegnazione della casa coniugale nella separazione e nel divorzio

Autori AA.VV .
— CEDAM — Anno 2010

L’assegnazione della casa coniugale rappresenta, da sempre, uno dei punti di maggior interesse per le parti coinvolte in un “conflitto” separativo.
Il novello art. 155 quater c.c., avente ad oggetto l’assegnazione della casa coniugale, ha sostituito il vecchio art. 155 c.c., il quale, al co. 4°, stabiliva che “l’abitazione della casa coniugale spetta di preferenza e ove possibile al coniuge cui sono affidati i figli”.
La disciplina dettata dal legislatore del 2006 in tema di assegnazione della casa familiare nell’ipotesi di separazione legale dei coniugi è estensibile anche al caso di divorzio, di nullità del matrimonio, nonché di cessazione della convivenza tra genitori non coniugati.
L’Opera si occupa di confrontare le norme, nella vecchia e nuova formulazione e consente di rilevare come l’assegnazione della casa familiare, in ipotesi di “sofferenza” del menage, segue “quel che rimane” della famiglia, ma in un ambito diverso rispetto al passato, per la portata innovatrice ed il cambiamento di prospettiva attuato dal Legislatore.

 
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