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Istituzioni di diritto dell'Unione Europea

Autori Mengozzi Paolo, Morviducci Claudia
— CEDAM — Anno 2018
La nuova edizione del volume riprende l’impostazione del precedente, dedicando un’attenzione particolare alla giurisprudenza, al fine di meglio evidenziare le guidelines del processo di integrazione europea. Pur presentandosi come un Manuale istituzionale, ha un approccio problematico, non limitandosi quindi a proporre agli studenti, nel modo più chiaro possibile, lo stato attuale del diritto dell’Unione europea, ma prospettando quali siano le questioni ancora aperte, per indurre a uno studio non meramente passivo ma, auspicabilmente, anche critico.
A tal fine, al di là dei necessari aggiornamenti della normativa e della giurisprudenza di cui si è tenuto ovviamente conto, talune tematiche hanno costituito oggetto di un’attenzione particolare, in quanto indici di una crisi dell’Unione o di sviluppi significativi. Tra queste, vanno ricordate, nel primo capitolo, le questioni relative alla tutela dei valori dell’Unione europea, in un contesto storico che sembra talvolta metterne in dubbio il rispetto, alla necessità di rendere più stretto e democratico il rapporto tra le istituzioni dell’Unione e i suoi cittadini, e agli esiti della Brexit. Congruamente inoltre alla specificità del precedente volume, teso a dare agli studenti consapevolezza del complesso rapporto tra l’ordinamento dell’Unione e quello degli Stati membri, sono state approfondite le questioni relative, da un lato, alle competenze dell’Unione e alle modalità con cui esse vengono definite dalla giurisprudenza e, dall’altro, al primato del diritto dell’Unione e alla recente riproposizione, da parte delle corti costituzionali, della teoria c.d. dei controlimiti. Anche il ruolo dei “principi” come strumenti per sopperire alle lacune dell’ordinamento dell’Unione e garantire la tutela dei diritti dell’uomo ha costituito oggetto di un profondo ripensamento e di una parzialmente nuova sistematizzazione.
Gli ultimi due capitoli, relativi rispettivamente alla cittadinanza dell’Unione e alla sua azione esterna, sono stati significativamente modificati a seguito sia di recenti sviluppi giurisprudenziali sia dell’introduzione di nuovi istituti nell’ambito della Politica di sicurezza e difesa, che si pone come uno dei settori più vivaci e forieri di sviluppi, idonei a configurare un nuovo status dell’Unione nell’ambito delle relazioni internazionali.
 
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