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Indagini preliminari e garanzie procedurali nel diritto antitrust europeo

Autori Messina Michele
— CEDAM — Anno 2012

La tutela dei diritti fondamentali all’interno dei procedimenti avviati dalla Commissione europea in applicazione delle norme antitrust UE, previste agli articoli 101 e 102 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), ha rappresentato uno dei maggiori argomenti di scontro, dinanzi ai giudici UE, tra le imprese oggetto di tali procedimenti e la Commissione europea.
Le rivendicazioni da parte delle imprese hanno riguardato sia la fase c.d. pre-contenziosa del procedimento, sia quella propriamente contenziosa, ovverosia posteriore alla notifica alle parti interessate della comunicazione degli addebiti. La dottrina, a questo proposito, risulta divisa tra la posizione assunta dai difensori delle imprese oggetto di indagini, e quella delle autorità preposte al controllo sull’applicazione delle norme antitrust UE e nazionali. Sulla base di tali premesse, l’Autore analizza le problematiche riguardanti l’applicazione di alcune garanzie procedurali previste dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delle uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE ai poteri investigati della Commissione nella fase delle indagini preliminari, in particolare, attraverso l’analisi parallela della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo, seguendo la successione temporale delle pronunce dei due organi giurisdizionali, evidenziandone i punti di maggiore attrito ma anche le non poche influenze reciproche.
A questo proposito, i poteri investigativi della Commissione sono analizzati sulla base della tutela di garanzie procedurali quali il principio di non autoincriminazione, il diritto alla libertà e segretezza della corrispondenza tra avvocato e cliente, e il diritto all’inviolabilità del domicilio. Infine, particolare attenzione è dedicata anche al funzionamento della Rete europea delle autorità garanti della concorrenza, strumento operativo che promuove l’efficace attribuzione dei casi tra le varie autorità antitrust operanti nell’UE, e la tutela di importanti principi quale il ne bis in idem. L’analisi svolta dall’Autore tiene naturalmente ormai conto del potere vincolante della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e dell’imminente adesione dell’Unione alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

 
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