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Il diritto di difesa tra vecchio e nuovo processo contabile

Autori Pepe Renata
— CEDAM — Anno 2017

Dopo la dovuta introduzione relativa alla giurisdizione contabile e all’individuazione costituzionale di tale istituto negli articoli 100 e 103 della Costituzione, viene svolta l’analisi dei principi cardine del processo contabile, enucleando la tipologia delle competenze, per poi soffermarsi sui suoi aspetti più propriamente processualistici relativi ai principi e alla struttura dell’organo giudiziario e successivamente sull’aspetto tecnico di questo (presupposti, parti, ricorsi, notificazioni, valutazione delle prove, estinzione del giudizio, provvedimenti del giudice).
È stato esaminato, poi, il fondamento del diritto di difesa contenuto nell’art. 24 Cost., che l’inquadra tra i diritti fondamentali (inviolabili), e l’art. 3 Cost., nucleo dell’uguaglianza formale e sostanziale di ogni cittadino davanti alla legge, nonché l’art. 111, così come modificato dalla legge costituzionale n. 2/1999, a contenuto fortemente garantistico, ma punto di riferimento imprescindibile per ogni tipo di giurisdizione soprattutto in riferimento al principio del contraddittorio nella formazione della prova. Segue la disamina di tutte le fasi processuali contabili onde individuare, volta per volta, il rispetto del diritto di difesa.
È apparso opportuno un approfondimento della problematica relativa ai mezzi di impugnazione rispetto ai principi naturali del processo ispirati sempre all’art. 24 Cost.
Seguono rilievi conclusivi e critici anche rispetto al nuovo codice di giustizia contabile (D.Lgs. 26 agosto 2016, n. 174) e alla giurisprudenza della Corte costituzionale

 
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