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Il decreto ingiuntivo

A cura di Iaselli Michele
— CEDAM — Anno 2010

Il procedimento per decreto ingiuntivo nasce dall’esigenza di evitare al creditore il pregiudizio derivante dai tempi ordinari di accertamento del suo diritto. Affinché, quindi, il creditore possa acquisire in tempi rapidi un titolo che gli consenta di agire esecutivamente nei confronti del debitore, si prevede, qualora ricorrano determinati presupposti, un accertamento sommario con efficacia provvisoria.
Il procedimento per ingiunzione, che offrendo una tutela immediata sia con riguardo ai crediti in denaro che a quelli per consegna di cose mobili, risponde ad esigenze pratiche di deflazione del processo ordinario, viene previsto nel nostro Codice di Procedura Civile sulla base di precedenti analoghi istituti presenti sia nel progetto Orlando del 1909 sia in altri progetti intermedi.
Nel corso degli anni il procedimento ha visto alcuni interventi della Corte Costituzionale che hanno modificato l’impianto originario e diversi interventi della giurisprudenza sia di legittimità che di merito che ha cercato, in via interpretativa, di salvaguardare le esigenze di tutela dell’intimato.
I problemi ermeneutici ed applicativi delle norme sul decreto ingiuntivo nascono dalla necessità di conciliare due diverse (e spesso opposte) esigenze: da una parte offrire al ricorrente un rapido riconoscimento del suo credito e dall’altra tutelare la posizione e le ragioni dell’ingiunto. Tali problematiche non sono state risolte dalla recente riforma del codice di procedura civile che ha posto ulteriori interrogativi.
Lo scopo della presente opera è di offrire al lettore un quadro esauriente della continua evoluzione dottrinaria e giurisprudenziale del procedimento ingiuntivo alla luce anche della recente riforma del processo civile.

 
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