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I sogni della biologia

Utopia e ideologia delle scienze della vita del novecento

Autori Altobelli Dario
— CEDAM — Anno 2012

La clonazione degli esseri viventi e la promessa dell’immortalità, la cura di tutte le malattie e l’invenzione di bio-carburanti, ma anche la minaccia di un controllo totale sui viventi attraverso la schedatura del loro patrimonio genetico o la possibilità di modificare le strutture antropologiche fondamentali degli esseri umani, sino a “ricrearli” in laboratorio attraverso l’impiego di sofisticate biotecnologie. Sono solo alcuni dei molti temi che agitano l’opinione pubblica mondiale intorno ai progressi della scienza e della tecnica in ambito biologico e genetico e che spesso, attraversando i territori della bioetica, prefigurano o richiamano scenari propri della tradizione di pensiero utopico.
Questo libro, attraverso una rilettura critica della letteratura utopica e degli scenari tecnico-scientifici in essa rappresentati, ripercorre il pensiero di alcuni tra i più noti e importanti biologi e genetisti del Novecento che sono stati autori e promotori di utopie fondate sul progresso scientifico. Da J.B.S. Haldane a H.J. Muller, da A. Carrel a J. Monod, sino ai contemporanei F. Collins e R. Dawkins, il testo ricostruisce il profilo ideologico e politico, fortemente attraversato da tensioni utopiche, sotteso ad alcune delle imprese scientifiche più importanti del nostro tempo, problematicamente intrecciato con gli interessi di un inedito bio-capitalismo in rapida espansione.

 
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