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I reati ambientali alla luce del Diritto dell'Unione Europea

A cura di Romano Bartolomeo
— CEDAM — Anno 2013

Il volume è il frutto di una pluriennale riflessione da parte di Professori universitari, Magistrati ed Avvocati di varie parti di Italia operata all’interno dell’Unità di Ricerca dedicata al Diritto penale, nel quadro del Progetto di Ricerca Nazionale 2008. La tutela dell’ambiente rappresenta, oggi, dal punto di vista giuridico, uno dei profili di maggiore attualità ed interesse. Si tratta, infatti, della progressiva ed inarrestabile emersione di un bene giuridico la cui salvaguardia ha costituito una sorta di presa di coscienza collettiva.
Infatti, dalla tiepidezza mostrata dalla Costituzione, sulla scia della trascuratezza nella legislazione ordinaria, a partire proprio dalla sua sottovalutazione nel codice penale del 1930, si è giunti, nel corso degli anni, ad una radicale mutazione del quadro di riferimento, correlativamente alla accresciuta attenzione dei media e della stessa opinione pubblica. Così, il diritto dell’ambiente ha assunto toni e coloriture diverse, spesso affidate al puntiforme intervento della legislazione complementare, ulteriormente specializzandosi nella protezione dell’atmosfera e dell’aria, nella salvaguardia della biodiversità, nella tutela delle acque, nella difesa dall’inquinamento elettromagnetico, nella disciplina dei rifiuti, nella materia urbanistica e paesaggistica; e l’elenco potrebbe continuare.
Parallelamente (ed anzi, talvolta, prima) all’intervento del legislatore italiano, sulla materia sono intervenute numerose fonti internazionali e, soprattutto, significative spinte provenienti dal diritto comunitario. Persino la Costituzione ha riconosciuto la tutela dell’ambiente, nella riforma del Titolo V. A ciò si aggiunga il fondamentale apporto della giurisprudenza, specie della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, nonché della Corte di Giustizia europea.
Ma il diritto dell’ambiente, nel delicato settore del diritto penale, ha anche costituito terreno fertile di riflessione sull’utilità e sui limiti del ricorso alla (facile) via della panpenalizzazione e, più recentemente, spazio di ragionamento sul diverso ricorso alla responsabilità da reato dell’ente.

 
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