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I nomi della crisi. Antropologia e politica

Autori Giardini Federica
— CEDAM — Anno 2017

Le analisi del contemporaneo sono pervase da una tonalità di urgenza: che sia per ricomporre un senso di frammentazione, per articolare nuovamente i diversi momenti della vita associata, che altrimenti appaiono frammentati e caotici, o che sia per ritrovare un senso condiviso o una questione su cui affrontarsi, la domanda sull’umano si presenta impellente e convoca a dare risposte. In effetti è nei momenti di crisi che emerge il duplice movimento che lega antropologia e politica - se la domanda antropologica interpella la dimensione politica al trapasso delle forme della vita associata, l’ambito politico viene strappato alle forme già costituite e viene chiamato a riarticolare l’umano nelle sue grammatiche relazionali. Prendendo in esame le tesi canoniche del pensiero politico in merito alle passioni, alle relazioni, alle attività e alle loro forme, il percorso delinea le tensioni che di epoca in epoca hanno offerto risposte a tale domanda per riaprire le questioni del presente.

 
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