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Diritto pubblico dell'Islam Mediterraneo

Linee evolutive degli ordinamenti nordafricani contemporanei: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto

Autori Sbailò Ciro
— CEDAM — Anno 2014

Esiste un diritto islamico pubblico? La Shariah è compatibile con i principi democratico-costituzionali? Queste domande suonano particolarmente drammatiche dopo i rivolgimenti politici e sociali che hanno sconvolto l’Islam mediterraneo, tra il 2010 e il 2014, complessivamente indicati con il termine – in verità, assai discusso – di “Primavera araba”. Nel volume si propone di riconsiderare quelle questioni in una prospettiva ermeneutica nuova, al fine di evitare tanto di cadere nell’“orientalismo” quanto di restare inconsapevolmente chiusi in una visione eurocentrica.
Nella prima parte si inquadra il tema del rapporto tra principi sciaraitici e costituzionalismo, nei suoi essenziali aspetti dottrinali. Nella seconda parte si prendono in esame alcune significative e recenti evoluzioni politiche dei paesi dell’Islam mediterraneo e si forniscono elementi per una loro ricostruzione sistematica.
Il volume è stato scritto tra la città che diede i natali al grande giurista Umar al-Mazar e a pochi metri dal luogo dove, secondo i calcoli degli arabi, è collocato il centro geografico della Sicilia. Questo, spiega l’Autore nella Premessa, è avvenuto per ragioni «meramente pratiche». Nondimeno, egli si augura che ciò abbia «positivamente influito sulla redazione del volume, il cui fine è, in ultima analisi, quello di alimentare il dialogo giuridico euro-mediterraneo».

 
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