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Dati genetici e procedimento penale

Autori Fanuele Chiara
— CEDAM — Anno 2009

Ormai il processo penale, a seguito del progressivo sviluppo tecnologico, non può più prescindere dai contributi offerti dalla genetica. L’uso della scienza forense ha, però, cambiato enormemente lo svolgimento delle indagini. In tutti i Paesi europei si riscontra una generale tendenza ad incrementare i poteri della polizia scientifica in nome dell’interesse pubblico alla repressione dei reati.
Questo volume, innanzitutto, esamina i più recenti sviluppi della scienza forense penale e l’impatto che essi hanno avuto sulle libertà individuali; in particolare, sul diritto alla privacy. Successivamente vengono affrontati tutti gli aspetti procedimentali concernenti la prova del DNA: le operazioni dirette ad assicurare i campioni; le modalità di svolgimento dell’esame genetico; il raffronto tra le tracce trovate sul luogo del delitto e i tessuti prelevati dal corpo della persona indagata.
Per quanto concerne, poi, gli accertamenti coattivi, l’opera esamina dettagliatamente le modifiche al codice di rito penale recentemente introdotte dalla legge 30 giugno 2009 n. 85, verificandone le implicazioni costituzionalistiche e affrontando le ulteriori questioni “aperte”.
Inoltre, a proposito dell’avvenuta istituzione di una banca dati nazionale del DNA, vengono considerati gli aspetti della corrispondente normativa che appaiono maggiormente problematici, prospettando alcune soluzioni al riguardo. Infine, un’ampia riflessione è dedicata alla valutazione concernete la prova del DNA, anche con particolare riferimento alla questione riguardante la validità dei criteri statistici nel procedimento penale.
L’ultima parte dell’opera ha ad oggetto il rapporto tra “prova scientifica” e “ricerca della verità giudiziaria”; come e a quali condizioni la scienza forense può essere davvero utile per ricostruire il “fatto storico”, nel rispetto delle garanzia fondamentali della persona; quanto la diffusione di nuove tecnologie, sempre più sofisticate, al fine di raggiungere la massima sicurezza nell’accertamento, giustificano intrusioni nelle libertà individuali.

 
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