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Autoincriminazione e diritto al silenzio

Le esperienze italiana, francese e inglese

Autori Stanzione Giovanna
— CEDAM — Anno 2017
Il diritto al silenzio, come diritto fondamentale dell’imputato nel processo, è espressione del principio di dignità della persona e rinviene il suo fondamento negli articoli 27, 24 e 2 cost. it. Esso si colloca al centro della visione odierna sul giusto processo. In un quadro di tutela multilivello e stratificata dei diritti processuali dell’individuo, essenziale è il ricorso alla comparazione. L’analisi degli ordinamenti italiano, francese e inglese è condotto non soltanto sul piano delle normative vigenti, ma anche sulla scorta dei formanti impliciti. Una posizione particolare è riservata alle esperienze giurisprudenziali nel costante dialogo tra Cedu e corti nazionali.
Ne consegue che differenti sono le soluzioni quanto alle manifestazioni di tale diritto: obbligo di avvertimento, diritto all’informazione e all’assistenza dell’avvocato. Altrettanto diversificate risultano le opinioni circa le conseguenze probatorie: valutazione ed estensione della tutela del silenzio nonché testimonianza dell’imputato nel proprio procedimento penale e dichiarazione sul fatto altrui.
 
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