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Abuso del diritto. Logica e Costituzione

Autori Versiglioni Marco
— PACINI EDITORE — Anno 2016
La ricerca si propone di indagare i profili logici e normativi dell'"abuso del diritto" al fine di verificare se la recente discipline generale antiabuso possa ritenersi costituzionalmente legittima, ossia suscettibile di rendere 'vere' le relazioni necessarie che essa intrattiene con i suoi parametri di validità costituiti dall'art. 23 (riserva di legge) e dall'art. 53 (capacità contributiva). Ricostruite le 'norme d'uso del diritto' ed osservate le 'logiche' tipiche implicate dall'abuso del diritto (quali lo discrezionalità, l'anormalità, l'analogia, l'equivalenza e lo metafora), lo studio riscontra apparenti criticità del concetto, in specie, ma non soltanto, nei 'diritti con verità', vale a dire nei diritti (come il diritto tributario italiano) che sono validi se 'verificano' le relazioni con i loro parametri costituzionali e invalidi se le falsificano. Quindi, formula l'ipotesi dell'attuale esistenza di plurimi profili di illegittimità costituzionale delle norme generali antiabuso. Infatti, la tipica logicità del diritto tributario italiano implicherebbe l'impossibilità di rango costituzionale di congiungere realmente l'imposta all'abuso del diritto (rectius alla cd. "fattispecie aggirata"). Semmai, sempre secondo l'ipotesi, sarebbe costituzionalmente possibile congiungere realmente ad esso la sanzione ma, in una prospettiva de iure condendo, sarebbe in tal caso necessaria una legislazione che fosse specifica e, probabilmente, inclusiva del profilo soggettivo della 'condotta abusiva'.
 
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