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Abuso di gestione e responsabilità penale degli amministratori

Autori De Angelis Paolo
— IPSOA — Anno 2011

Il volume esamina, partendo dalla riforma dei reati societari, il tema della gestione dell’impresa societaria e quello della valutazione delle condotte degli amministratori alla luce della norma sull’infedeltà patrimoniale. L’art. 2634 c.c. delinea nell’ordinamento penale una fattispecie incentrata sulla tutela del patrimonio sociale contro le aggressioni da parte degli organi di gestione che si trovano in conflitto di interessi con la società. Oltre al tema dell’infedeltà patrimoniale, la norma regola altresì la gestione nei gruppi societari e il fenomeno dei c.d. vantaggi compensativi.

Attraverso l’analisi degli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali e la costante comparazione tra disciplina civilistica e norma penale, l’Autore affronta le principali problematiche interpretative ed applicative, fornendo una risposta alle molteplici questioni che si pongono nella pratica quotidiana di ogni compagine sociale: quali condotte espongono l’amministratore a conseguenze penali? Quali sono gli atti infragruppo consentiti e quali quelli vietati? Che rapporti intercorrono tra il reato di infedeltà, quello di appropriazione indebita e, in caso di fallimento, quello di bancarotta?

Lo scopo è quello di indicare all’operatore pratico i metodi per distinguere, sul piano teorico prima ancora che su quello applicativo, l’attività consentita da quella vietata sulla base dei criteri seguiti dalla giurisprudenza ed accreditati dalla dottrina.

Ampio spazio è, quindi, dedicato alla valutazione da attribuire ad operazioni che comportano diminuzioni patrimoniali con danno per la società. Vengono inoltre approfonditi ulteriori temi, come quello delle operazioni infragruppo e delle condotte gestionali da cui derivi uno stato di dissesto.

ll volume si rivolge ai giuristi, specie quelli d’impresa, ai professionisti che si occupano di gestione e controllo societario, ai magistrati e agli studiosi ed operatori del diritto penale.

STRUTTURA

Capitolo 1 - L’infedeltà patrimoniale tra vecchia e nuova disciplina

1.  Premessa
2. Il conflitto di interessi: l’abrogato art. 2631 c.c. e la nuova previsione dell’art. 2634 c.c.
2.1. Gli orientamenti della giurisprudenza
2.2. Il regime transitorio e il rapporto di successione tra le due norme
3. La tutela penale del patrimonio delle società prima della riforma del 2002
3.1. Il ruolo della fattispecie di appropriazione indebita
3.2. La giurisprudenza sulle condotte distrattive
3.3. La nuova fattispecie dell’infedeltà patrimoniale

Capitolo 2 - L’infedeltà patrimoniale: elementi costitutivi e problematiche applicative

1. I soggetti attivi del reato
1.1. La responsabilità per fatti omissivi
2. Il conflitto di interessi
2.1. Disciplina civilistica: differenze rispetto alla norma penale
2.2. Caratteri della “situazione di conflitto”
2.3. Nozione di “conflitto di interessi”
3. L’atto di disposizione
3.1. II danno patrimoniale; la querela della persona offesa
3.2. Titolarità del potere di querela
4. L’infedeltà ed appropriazione: due reati a tutela del patrimonio 
4.1. Orientamenti dottrinali
4.2. Orientamento giurisprudenziale
4.3 Il rapporto di specialità tra la fattispecie dell’“infedeltà patrimoniale“ e quella dell’“appropriazione indebita”
4.4. Profili applicativi

Capitolo 3 - I vantaggi compensativi: origini civilistiche e riflessi penalistici

1. I vantaggi compensativi previsti dall’art. 2634, terzo comma, c.c.
2. I vantaggi compensativi nella giurisprudenza civile
3. Le posizioni della giurisprudenza penale - la prevalenza della tesi “atomistica”
4. La clausola penale sui vantaggi compensativi ed i riflessi sull’analisi delle operazioni infragruppo
5. I rapporti tra sistema penale e norme civili: introduzione

Capitolo 4 - Infedeltà patrimoniale, gruppo societario e bancarotta

1. Infedeltà e bancarotta: profili generali
2. Bancarotta fraudolenta patrimoniale e bancarotta da reato societario: rapporti tra norme e problemi applicativi
2.1. Sui rapporti tra bancarotta fraudolenta e bancarotta dolosamente preordinata
3. Il criterio di corretta gestione: riflessi sull’infedeltà patrimoniale

Capitolo 5 - L’art. 2634 c.c. nell’interpretazione giurisprudenziale

1. Premessa
2. Analisi del caso processuale (Cassazione n. 1137 del 2008): la linea interpretativa sulla liceità delle operazioni infragruppo, valutazione e critica
3. Analisi della decisione: il gruppo come mera “premessa” per valutare la liceità delle operazioni
4. La motivazione: il rapporto tra infedeltà patrimoniale e bancarotta fraudolenta
5. La giurisprudenza precedente: analisi e valutazione. I limiti di applicazione dell’infedeltà patrimoniale in caso di fallimento

Capitolo 6 - La ricostruzione dei contenuti del reato di infedeltà patrimoniale

1. Conflitto di interessi, oggetto sociale, gratuità dell’atto: tre criteri per la soluzione del problema?
2. Profili civilistici e riflessi sulla fattispecie penale. Il conflitto di interessi come elemento distintivo: limiti di questa costruzione
3. Gratuità ed onerosità dell’atto dispositivo: l’esame dei contenuti dell’atto come parametro differenziale
4. Oggetto sociale e poteri di disposizione: analisi della tesi ed esame delle critiche
5. Oggetto sociale e gruppo di società: esame dei riflessi sulla fattispecie penale della concezione sostanziale del programma economico societario
6. Conclusioni: la sfera di autonoma incidenza dell’infedeltà patrimoniale e le operazioni di gestione societaria.

 
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