Descrizione
"E' d'uso, da ormai lunghi decenni, affermare che tutto è questione d'interpretazione. Una frase si interpreta, la natura si interpreta, la politica si interpreta, tutto si interpreterebbe? Nello stesso tempo, è diventata ovviamente insopportabile l'idea che possa esserci un principio di misura che non porterebbe ad interpretazione, un principio di misura universale, l'idea in altri termini che possa esserci qualche cosa di superiore, di generale, e che fisserebbe ogni discorso in un discorso di verità. Un tale rifiuto sembra, del resto, il grande acquisto metodogico della seconda metà del ventesimo secolo. Il problema rimane che, tuttavia, se nessun principio viene investito di alcuna autorità, allora è tutto e qualunque cosa che può pretendere di essere un'autorità, di essere un principio; è ogni argomento che sarà irrefutabile, perché interpretazione, si dirà anche punto di vista, e, sotto la forma dell'eguaglianza assoluta, perfetta, tra individui, opinioni ecc., le peggiori violenze saranno commesse. Così con questo testo viene riaffermato il principio di razionalità, questa possibilità, in altri termini, di contestare a nome del vero, a nome del falso, un argomento avanzato, e procederemo alla formalizzazione di questo principio"