Si tratta di un commento alla parte di riforma fallimentare entrata in vigore con il d.l. competitività (d.l. 14 marzo 2005, n. 35) e relativa ai soli istituti dell’azione revocatoria (per la quale sono previsti nuovi termini e requisiti), del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione (nuovo istituto), che scaturisce dall’articolato dibattito che già è sorto tra studiosi ed operatori del diritto.
Ma soprattutto viene messa in risalto la disciplina applicabile alle procedure concorsuali già pendenti al momento di entrata in vigore del Decreto Legge e quella applicabile alle procedure concorsuali iniziate dopo l’entrata in vigore della riforma (dichiarazione di fallimento successiva).
Non è questione da poco visti i problemi che i pratici incontrano nella prima applicazione:
- La convivenza tra la nuova legge fallimentare e le norme previgenti. La «disciplina transitoria» dell’azione revocatoria fallimentare e delle relative «esenzioni» (esenzione delle rimesse sui conti correnti bancari o per le vendite di immobili a giusto prezzo per esempio)
- individuazione del momento di «inizio» delle singole procedure concorsuali ai fini della valutazione della applicabilità della nuova disciplina dell’azione revocatoria
- eccezioni di «revocabilità» in sede di formazione dello stato passivo
- Prescrizione e decadenza dalla proposizione dell’azione revocatoria
L’opera, benché realizzata in tempi eccezionalmente brevi, si propone di guidare il lettore negli aspetti più delicati e controversi di queste novità importanti e non sempre facili da interpretare.